Nell'ambito della riforma fiscale che il governo sta attuando e che prevede dal 2015 l'aumento del costo delle sigarette, rientra anche la riforma del catasto che prevede il ricalcolo delle rendite degli immobili, rendite che servono per conteggiare anche le tasse sulle abitazioni. Teoricamente i nuovi risultati non dovrebbero portare a esborsi aggiuntivi da parte dei cittadini ma le notizie sono contrastanti.

Le quote non sarebbero più basate sui vani di ogni immobile ma sui metri quadri, sulla posizione e sulle caratteristiche di ognuno, partendo dal valore di mercato in possesso dell'Omi (osservatorio del mercato immobiliare).

Per fare il calcolo della rendita catastale ci si avvarrà di un algoritmo - che dovrà essere prima convalidato da un decreto legge - che si baserà sui valori medi del costo degli affitti per la zona presa in esame. Inoltre le aree catastali sarebbero riviste per renderle più omogenee arrivando a una revisione delle categorie che diventerebbero 28-30 al posto delle 45 attuali.

Contestualmente partirebbe il censimento sugli immobili per scoprire eventuali edifici non presenti al catasto e quindi assenti per il fisco.

Per arrivare al decreto definitivo - per fortuna - potrebbe volerci ancora molto tempo: c'è chi addirittura parla di anni. La Commissione Europea preme perché i tempi siano rapidi e affinché il peso fiscale rimanga uguale ad ora; nelle commissioni locali e centrali che hanno il compito di effettuare i calcoli saranno presenti anche rappresentanti delle associazioni di categoria che faranno capo all'Agenzia delle Entrate.

Intanto le associazioni dei consumatori, in particolare Adusbef e Federconsumatori, sono sul piede di guerra: i presidenti delle due associazioni Lannutti e Trefiletti stimano infatti un aggravio delle tasse sulle tasche degli italiani per importi fino a 260 euro se contestualmente all'aumento del valore catastale delle abitazioni non venissero diminuite le quote relative alle aliquote tasi e imu che si basano proprio sulle rendite conteggiate dal catasto.

L'aumento dei valori al catasto avrebbe anche un ulteriore danno: tutte le rette calcolate sulla base delle fasce isee verrebbero probabilmente modificate andando a danneggiare ancora di più portafogli e stile di vita delle famiglie meno abbienti.