Nell'ambito dell'economia internazionale stiamo assistendo ad un passaggio di considerevole importanza, che avrà effetti sull'attività monetaria degli anni a venire. Questo perché diverse potenze europee stanno orientandosi verso il percorso che porta all'entrata nell'AIIB, ovvero l'Infrastrutture Asian Investment Bank, banca di sviluppo proposta dalla Cina. Da anni, e ancora oggi, il sistema finanziario di tutto il globo è dominato dagli Stati Uniti. Essi, però, potrebbero perdere il ruolo predominante nel palcoscenico mondiale.

Infatti, nei giorni scorsi, il governo del Regno Unito ha comunicato di essere propenso a formulare la richiesta di ammissione all'AIIB da membro fondatore. Questa mossa degli inglesi è risultata indigesta agli USA, che vedono nell'Infrastructure Asian Investment Bank sola un'agguerrita concorrente nei confronti del Fondo Monetario Internazionale (IMF), della Banca Mondiale e dell'Asian Development Bank (AsDB), banche che agiscono soprattutto in nome e per conto degli interessi statunitensi. Ma lo United Kingdom non è il solo Paese occidentale ad essere interessato alla banca di sviluppo cinese: anche Italia, Germania e Francia, è notizia di oggi, vogliono seguire le orme dei British. Il Financial Times, il principale giornale economico-finanziario del Regno Unito, dipinge tutto ciò come una dura e forte scossa negativa per l'America, che, come detto precedentemente, non ha ben gradito questa presa di posizione da parte di alcuni dei suoi maggiori collaborati monetari.

Ecco di seguito quanto dice nel dettaglio una nota diramata dal Tesoro in data odierna: "La Aiib, quale nuova banca d'investimento che lavorerà con le banche multilaterali di sviluppo e di investimento esistenti, può svolgere un ruolo di rilievo nel finanziamento dell'ampio fabbisogno infrastrutturale dell'Asia. In questo modo, la Aiib promuoverà lo sviluppo economico e sociale nella regione e contribuirà alla crescita mondiale. Francia, Germania e Italia, operando in stretto raccordo con i partner europei e internazionali, intendono lavorare con i membri fondatori della Aiib per costruire un'istituzione che segua i migliori principi e le migliori pratiche in materia di governo societario e di politiche di salvaguardia, di sostenibilità del debito e di appalti".

Fra i Paesi del continente orientale-oceanico, gli unici che ancora non hanno aderito a partecipare alla società di stampo cinese sono Giappone, Corea del Sud e Australia.

Tuttavia, quest'ultimi sono ancora indecisi in merito alla questione e oggi, tramite il premier Tony Abbott, il governo di Canberra ha reso noto che a breve deciderà sul da farsi. Infine, anche Belgio, Svizzera e Lussemburgo potrebbero presto intraprendere la strada già perseguita dalle sopracitate quattro economie più grandi d'Europa.