Barak Obama nel periodo più difficile del suo secondo mandato, precedente alla scadenza, segna un punto importante nella lotta all’elusione fiscale da parte delle grandi multinazionali presenti sul territorio statunitense che fanno di tutto per evitare di pagare le tasse: con un giro di vite sulle operazioni transfrontaliere il dipartimento del tesoro USA ha impedito la fusione tra Pfizer e Allergan.

Pfizer e Allergan in trattative per la fusione

La prima azienda, una delle più grandi multinazionali farmaceutiche del mondo, statunitense e titolare del Viagra, aveva già avviato trattative per operare una fusione con la seconda, proprietaria del Botox e con sede operativa nel New Jersey, ma con sede legale a Dublino, trasferendo la sede fiscale del colosso che si sarebbe formato in Irlanda.

Questo avrebbe fatto risparmiare molti soldi a causa delle favorevoli leggi fiscali irlandesi.

Il Tesoro americano riesce a impedire la temuta fusione

Già due volte il Tesoro americano aveva tentato di impedire il tipo di manovre che le due aziende stavano tentando di portare a termine. Questa volta c’è riuscito imponendo al partner americano di detenere tra il 50% e il 60% del capitale della nuova società, quindi di trovare un partner adeguato impedendo che un’azienda più piccola come Allergan acquisisca formalmente quella più grossa, la Pfizer. Nel 2014 c’era stato un precedente poi fallito con la tentata fusione con AstraZeneca.

La Borsa non penalizza la mancata fusione

Il risultato di questa seconda fallita fusione è che Pfizer dovrà risarcire la Allergan con una penale che si stima aggirarsi intorno ai 150 milioni di dollari, ma le conseguenze in Borsa non sono state cattive, infatti, dopo un iniziale crollo del 15% del la Allergan, ambedue i titoli non perdono, piuttosto guadagnano.

I vertici delle due aziende nei panni dei CEO, Ian Read della Pfizer e Brent Saunders della Allergan, pur lamentandosi di questo passo dell’amministrazione Obama, peraltro approvato dalla candidata democratica alla presidenza americana Hillary Clinton, rilanciano i loro programmi per il 2016 preannunciando nuove iniziative di mercato.

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