Il terremoto del 24 agosto che ha colpito Marche, Lazio e Umbria con il suo carico di morte e distruzione è solo l'ennesimo che colpisce l'Italia negli ultimi50anni. Grandi sforzi di solidarietà di stanno moltiplicando in questi giorni per aiutare le vittime; ben presto si inizierà anche a programmare la ricostruzione di abitazioni,aziende e infrastrutture distrutte. Ecco quindi che può essere interessante dare un'occhiata ai costi che i terremoti degli ultimi 50 anni hanno rappresentato per l'economia italiana, con anche un confronto su quanto sarebbe costato fare invece una seria prevenzione.

I costi economici di 50 anni di terremoti

Un interessante studio su questo circa un anno e mezzo fa è stato effettuato dal "Consiglio Nazionale degli Ingegneri", il quale conuna precisa valutazione dei costi economici, ha calcolato che, fino al novembre 2014, ammontavano a più di 120 miliardi di euro gli stanziamenti dello Stato peri terremoti verificatisi in Italia negli ultimi 50 anni: da quello siciliano del Belice nel 1968, all’ultimo del maggio 2012 in Emilia Romagna, passando per quello del Friuli del 1976, quello dell'Irpinia del 1980, il primo avvenuto in Umbria e Marche del 1997, quello del Molise del 2002 e quello dell'Aquila nel 2009.

Per una spesa media annua di circa 2,5 miliardi dieuro.

Cifreancora più elevate sono quelle che fornivano, ormai quattro anni fa(quindi senza considerare i costi del sisma del 2012 in Emilia)Silvio Casucci e Paolo Liberatore nelsaggio dal titolo "Una valutazione economica dei danni causati dai disastri naturali", dovehanno stimato un costo diben147 miliardi di euro, per una spesa media annua di 3,6 miliardi.Tale stima arrivava da un dossier sul rischio sismico redatto dal Dipartimento della Protezione Civile che recitava"i terremoti che hanno colpito la Penisola hanno causato danni economici valutati per gli ultimi quaranta anni in circa 135 miliardi di euro (a prezzi 2005), che sono stati impiegati per il ripristino e la ricostruzione post-evento.

A ciò si devono aggiungere le conseguenze non traducibili in valore economico sul patrimonio storico, artistico, monumentale". Attualizzando tale valore al 2012, si otteneva un totale complessivo pari a circa 147 miliardi. Maappunto tale cifra non considerava i costi della ricostruzione in Emilia. Se vogliamo contare anche questi, possiamo prendere dei dati ufficiali diffusi dalla Regione Emilia Romagna nel maggio 2015, che parlavano di1 miliardo e 770 mila euro dicontributi concessi.

Ecco pertanto che la somma complessiva dei costi per i terremoti lievita a circa 149 miliardi complessivi.

I costi per la prevenzione sarebbero stati molto più bassi

Dal momento che ilterritorio italiano, soprattutto in alcune regioni, ha una classificazione sismica particolarmente alta e che mediamente ogni 5 anni si verifica un evento sismico disastroso, sarebbe stato di buon senso e doveroso effettuare una seria prevenzione, con unadeguamento sismico di tutte le costruzioni pubbliche, private e delle opere infrastrutturali.

Ma quanto sarebbe costato mettere in sicurezza il territorio?L’ex capo della ProtezioneCivile, Guido Bertolaso, nei mesi scorsi aveva dichiarato cheper mettere in sicurezza tutto il nostro paese occorrerebbero tra i 20 e i 25 miliardi di euro.

Mentre proprio ieri,l’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha dichiarato: "Nel 2012 presentai un piano da 40 miliardi per la prevenzione, oltre all'assicurazione obbligatoria per il rischio sismico. Non se ne fece nulla, ma quegli interventi sono la grande opera di cui abbiamo bisogno". Numerose altre stime tecniche ed economiche parlano tutte di cifre che oscillano appunto fra i 25 e i 40 miliardi di euro. Ovvero fra circa 1/3 e 1/4 di quanto abbiamo speso in 50 anni per ricostruire dopo i terremoti.

Investimenti che consentirebbero di mettere in sicurezza tutto il territorio nazionale, facendo risparmiare ingenti costi masoprattutto salvandola vita di migliaia di persone.

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