Dati importantissimi quelli rilasciati dall'Istituto di Statistica oggi, 3 ottobre 2016. I conti delle amministrazioni pubbliche (AP) hanno visto un netto miglioramento, facendo registrare valori di indebitamento che non si vedevano dal 2007, a livelli pre-crisi.

In particolare, riporta il sito dell'Istat, nel secondo trimestredel 2016, l'indebitamento netto delle AP rispetto al PIL si attesta sullo 0,2% (dati cumulati: 2,3% rapporto deficit/PIL, era al 3,0% un anno fa), in miglioramento di 0,7% rispetto al secondo trimestre del 2015, tornando sui livelli del 2007.

Il saldo primario (indebitamento escludendo gli interessi passivi) risulta positivo a fronte di un'incidenza sul Prodotto Interno Lordo del 4,4%. Anche qui si tratta di un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2015, che vedeva un 4,1%. Positivo anche il saldo corrente.

Pressione fiscale giù, potere d'acquisto su

I dati più importanti, tuttavia, riguardano la pressione fiscale e il potere d'acquisto delle famiglie. In particolare, la pressione fiscale si è fermata al 42,3%, registrando un calo dello 0,4% rispetto al medesimo periodo del 2015.

Un dato importante, che dimostra il buon lavoro fatto dal governo Renzi nel taglio delle tasse (abolizione IMU, taglio del canone Rai e altre misure in legge di stabilità), nonostante la pressione fiscale italiana resti ai vertici europei. La direzione intrapresa, leggendo i dati Istat, sembra quella giusta.

L'aspetto importante è che il dato si va ad inserire in un contesto generalizzato che fa ben sperare.

Di due settimane fa la notizia della fine della deflazione, con un minimo accenno di inflazione, con conseguente aumento dei prezzi.

L'inflazione, come detto, porta all'aumento dei prezzi, che si lega ad un aumento dei consumi. E infatti l'Istat registra un aumento dello 0,2% degli stessi. Inoltre aumenta il reddito disponibile medio per le famiglie consumatrici, in crescita dell'1,3%.

Le stesse famiglie consumatrici hanno visto aumentare la propria propensione al risparmio, attestandosi sul 9,6% in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto ad un anno fa.

Infine, il potere d'acquisto delle famiglie vede un incremento consistente dell'1,1%, "a fronte", dice l'Istat, "di un aumento dello 0,1% del deflatore implicito dei consumi delle famiglie".

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