La Legge di Bilancio non ha ancora finito il suo naturale iter, ma di fatto, la nuova manovra finanziaria è già definita. Importanti le novità previdenziali, quelle che riguardano le pensioni, ma altrettanto lo sono le novità fiscali. Il disegno di Legge che ha superato lo step del Consiglio dei Ministri, adesso sarà esaminata dalla Commissione Europea, per poi tornare sui banchi della Politica Italiana ed affrontare il passaggio parlamentare. Proprio quest’ultimo sarà importante perché ci saranno da valutare sicuramente numerosi emendamenti, cioè proposte correttive ai provvedimenti della Legge.

Se tutto filerà liscio, dopo il varo dello scorso 15 ottobre, per fine anno, il Parlamento approverà la manovra. Ecco le novità più importanti dal punto di vista fiscale.

Super-ammortamento allungato e potenziato

Acquistare beni strumentali per la propria azienda non è mai stato così conveniente. Infatti, il super-ammortamento del 140% valido per il 2016, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2017. I beni che vi rientreranno devono essere nuovi, essere strumentali, cioè utilizzati per l’impresa ed essere durevoli, cioè non di consumo. Per esempio, se utilizzata solo per attività dell’azienda, anche una nuova auto rientra in questo speciale trattamento. In definitiva, comprare un bene da 100mila euro da la possibilità di ammortizzare 28mila euro all’anno per 5 anni.

Restano fuori materiali di consumo, beni destinati alla vendita o adatti ad essere trasformati per produrne altri sempre commerciabili. Novità della manovra è l‘iper-ammortamento destinato ai beni digitali. L’elenco dei beni che vi rientreranno sarà pubblicato presto e garantirà un ammortamento addirittura del 240%.

Tasse e imposte

Dal 1° gennaio 2017 taglio dell’IRES di tre punti percentuali, quindi al 24%. La stessa aliquota sarà applicata agli imprenditori, per cui nasce l’IRI, Imposta sul Reddito degli Imprenditori, appunto. Società di persone ed imprese individuali, saranno considerate tutte uguali, indipendentemente dalla natura giuridica, pagheranno l’aliquota del 24% anziché quella progressiva Irpef che di fatto sparisce (resta solo per i prelevamenti).

Per le aziende agricole viene eliminata l’Irpef, cioè reddito dominicale ed agrario escono fuori dalla base imponibile per l’imposta sul reddito. Per le imprese in contabilità semplificata, la tassazione passa sui reali incassi dell’anno solare (regime di cassa) e non sul fatturato. Stop agli studi di settore con la formula odierna, cioè quella che li rende esclusivamente strumenti di controllo. Gli studi di settore diventeranno indicatori che stabiliranno la fedeltà delle dichiarazioni dei contribuenti, un modo per rendere più amichevole il fisco.

Equitalia, evasione ed altri provvedimenti

Certa ormai la chiusura di Equitalia e la nascita di un altro Concessionario interno all’Agenzia delle Entrate.

Probabile una sanatoria per le vecchie cartelle che offrirà ai debitori nei confronti di Equitalia, un taglio del dovuto perché cancellerà parte degli interessi e le sanzioni dall’ammontare del debito. Il canone Rai scenderà di altre 10 euro, quindi a 90 euro e sarà confermato il suo pagamento in bolletta energetica. No tax area per i pensionati fino a 8.125 euro di pensione annua. Proroga di un anno (fino al 2020) per il credito di imposta per investimenti in sviluppo e ricerca ed aumento dal 25 al 50%. Bonus energetici ed antisismici confermati ed allargati anche a condomini. Infine la voluntary disclosure bis, identica a quella del 2015 per il rimpatrio di capitali dall’estero. Dovrebbe essere valida anche per il contante in quella che è stata ribattezzata “norma Corona”.

Aliquota applicata del 35% per coloro che portano alla luce contanti frutto di attività lecite, ma non dichiarati negli anni precedenti.