In occasione di un convegno dell'associazione Nens sul tema "Manutenzione straordinaria Italia" svoltosi a Roma questo 18 novembre, Blasting News ha intervistato Vincenzo Visco, economista ed ex Ministro del Tesoro e delle Finanze. Vediamo cosa ci ha detto.

Dottor Visco, cosa pensa della Manovra di Bilancio recentemente presentata dal Governo Renzi?

"La parte fiscale di questa Manovra è fatta da condoni, con la rottamazione delle cartelle da un lato e l'apertura del disclosure dall'altro, che sono una tantum ammesso che ci saranno anche perché la voluntary c'era già stata lo scorso anno. E quindi non si capisce quali altri capitali si vogliono sanare, se si escludono i contanti, tema sul quale è stata inserita una norma molto ambigua e non si capisce bene se funzionerà per recuperare i contanti, in quel caso saremmo in presenza di una specie di riciclaggio di Stato, perché sul contante è quasi impossibile fare controlli e verifiche. Poi c'è la riduzione delle imposte sulle società che segue un trend mondiale e quindi va in una logica di concorrenza fiscale, anche se non è una priorità. Nel resto della manovra ci sono una serie di elargizioni varie."

'La Legge di Bilancio contiene elargizioni e non rilancia l'economia: servirebbe spesa pubblica per investimenti'

Le definisce addirittura elargizioni?

"Certo, quando uno fa una distribuzione di poche decine di milioni distribuiti a 180° gradi come le vuole definire? La critica che io faccio a questa Manovra è il fatto che in tutto il mondo si è capito che per rilanciare l'economia bisogna affidarci a spesa pubblica per investimenti, lo ha detto pure Trump recentemente. E' vero che abbiamo pochissimi soldi, ma quei pochi andrebbero indirizzati esclusivamente in questa direzione: con un'operazione di questo genere potremmo avere tassi di crescita del 1,5 o 2%. Mentre invece il Governo ha in mente il "mantra" dei decenni passati della riduzione delle tasse e dei tagli alla spesa. Ma questo sul piano macroeconomico non serve assolutamente a nulla."

'La Riforma costituzionale è stata fatta con una serie incredibile di errori e ora spacca il Paese'

Cosa pensa della Riforma costituzionale su cui verte il referendum del 4 dicembre?

"Siamo di fronte a una serie incredibile di errori, si poteva fare una Riforma condivisa perché al Senato questa possibilità c'era, magari tagliando anche il numero dei deputati, rendendo elettivi i senatori, facendo un intervento più equilibrato sulle Regioni e magari provando a eliminare quelle a Statuto speciale. Su questo una maggioranza c'era ma il Governo si è fissato su cose abbastanza ridicole, come il fatto che i nuovi senatori non dovessero avere nessuno stipendio. Così si è andati verso questo scontro assurdo che non fa bene."

Ma lei non crede che il procedimento legislativo sarà più veloce?

"Mah, non mi pare. In teoria se si eliminano dei passaggi ci potrebbe essere un risparmio di tempi, però ci sono tutte delle procedure nuove nell'approvazione di una legge che vanno ancora sperimentate e può darsi anche che si paralizzi tutto per qualche anno. La cosa grave è che non si modifica la Costituzione senza consenso, questo è il punto. A cui si è aggiunta la personalizzazione, così il ora il Paese è spaccato. Dopo di che si è detto all'estero che questa Riforma era essenziale per il futuro dell'Italia e quelli ci hanno creduto..."

Ma non vuole dirci come voterà al Referendum?

"E' in corso una riflessione generale fra tanti elettori del PD ancora indecisi in questi ultimi giorni. Così come al contrario vi sono elettori 5 Stelle o di destra che invece potrebbero propendere per il Sì."