Il periodo tra la fine del XX ed il XXI secolo, è stato protagonista di una feroce crisi economica, apportando così, notevoli perdite monetarie nelle casse del Dipartimento del Tesoro. Inoltre, nel 2001 l'Italia abbandona la lira ed entra nell'euro. Il cambio di moneta acuisce la necessità di un flusso finanziario adeguato. Per favorire l'operazione, il governo si affida ad alcune importanti banche d'affari, siglando contratti derivati ed annesse clausole.
Di tutto questo parla anche il settimanale l'Espresso uscito lo scorso 13 febbraio.
Il governo tentò di uscire dalla crisi, ma l'incontro con l'istituto Morgan Stanley, cambiò tutte le aspettative
I governi di centrosinistra che si susseguono negli anni Novanta, non riescono a portare l'Italia in linea con i parametri di Maastricht, nonostante gli sforzi. I tassi d'interesse italiani presentano rilevanti differenziali rispetto alla Germania ed alla Francia. In merito alla situazione deflazionistica, il paese viene osservato dai mercati finanziari internazionali, per il suo deficit di credibilità. Il servizio del debito pubblico, costringe i governi a ricercare i mezzi per giungere al risanamento fiscale. L'incontro con la suddetta banca, permette di agevolare il debito e di estinguerlo gradualmente fino al 2011.
Nell'anno seguente però, il Tesoro viene colto di sorpresa, obbligato da una clausola precedente, ad erogare in toto la somma rimanente nei confronti della Stanley. L'operazione ammonta a circa 3,1 miliardi di euro.
L'anomalo caso finanziario vede l'apertura di un fascicolo in Procura
Le arcane vicissitudini, hanno consentito l'apertura di un fascicolo sul caso tra la banca d'affari Stanley e il governo, che allora vedeva a capo Mario Monti. Dall'indagine è emerso che al momento dell'apposizione della firma sui derivati, le parti fossero ignare delle conseguenze della clausola. L'azione dell'istituto venne ritenuta poco adeguata, in virtù alla possibile disattenzione prestata verso i contratti. La Corte dei conti nel frattempo, ha chiesto alla Morgan Stanley, un risarcimento danni pari a 4 miliardi di euro.