Cambiano le regole per i possessori dei buoni pasto: da questo mese infatti potranno essere utilizzati anche per andare a mangiare negli agriturismi e utilizzarli per fare la spesa ai supermercati.

Diventano moneta corrente

È davvero una grande novità il nuovo decreto legge che permette ai possessori di buoni pasto di poterli spendere all'interno dei supermercati per fare la spesa e di pagarci il conto anche negli agriturismi. Secondo le statistiche effettuate, i vari ticket elettronici in circolazione, arriveranno a rappresentare ben la metà del mercato.

John Hack, l'inventore dei buoni pasto, rimase incuriosito da un signore che per pagare il conto in un ristorante utilizzò dei biglietti di carta. Hack pensò quindi di creare un unico fornitore di ticket per tutto il Regno Unito e nel 1955 riuscì a realizzare il suo progetto con la creazione della Luncheon Vouchers Company, la società leader nel mercato inglese, rinominata successivamente come Accor Services ed Edenred nel 2010.

In Italia sono oltre due milioni e mezzo di persone a ricevere il buono pasto e quello che agli occhi può sembrare un semplice foglietto di carta, è in realtà un colosso tra le società: la ticket restaurant, che gestisce in ben 42 paesi nel mondo, 43 milioni di dipendenti.

Oggi vale 3 miliardi e mezzo

Il settore dei buoni pasto è sempre di più in crescita, pensate che rappresenta l'1% del Pil della nostra nazione e conta 200 mila posti di lavoro. Con il decreto legge che entrerà in vigore il 9 di settembre di quest'anno, si cercherà di accontentare un po' tutti: dal possessore, al supermercato, all'agriturismo, al negoziante.

In Italia, sono circa una decina le varie società di emissione dei buoni pasto ma per coprire il fabbisogno della pubblica amministrazione devono aggiudicarsi il posto con una gara d'appalto; vince chi riesce a fare l'offerta più vantaggiosa alla pubblica amministrazione. Le aziende così possono acquistare i buoni pasto senza pagare gli oneri previdenziali e i dipendenti senza poi dover pagare l'Irpef.

Il Vicepresidente della Fipe, Aldo Cursano, è anche titolare di un bar e due ristoranti nel centro storico di Firenze e ha dichiarato come sia complicato lavorare con i vari Ticket dal momento che le commissioni variano tra il 7% e il 15%. "Le società che partecipano alle gare di appalto- dice Cursano- fanno offerte molto basse e poi applicano a noi delle commissioni alte", spiegando che in realtà il vantaggio reale va quasi tutto alle società eroganti buoni pasto.