Nel Decreto fiscale la proroga per il 2019 del Bonus bebè. La misura sarà attiva solo per il primo anno di vita del bambino/a, oppure dal primo anno di adozione. I correttivi inseriti nel Decreto fiscale al vaglio della commissione Finanze del Senato riguardano una serie di emendamenti come la sanatoria destinata agli errori formali, un fondo di circa 525 milioni di euro da destinare per le calamità naturali, una tassa dell’1,5% con i money transfer, detassazione per le sigarette elettroniche, che dal 50% passa al 5% per i liquidi senza nicotina, al 10% per quelli con nicotina e al 25% per il tabacco da inalazione.

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Infine, si prevede anche una nota sull’Imu diretta al settore balneare.

Bonus bebè anche nel 2019

Nel Decreto fiscale [VIDEO] la proroga del Bonus bebè per il 2019.

Un assegno maggiorato del 20% dal secondo figlio, nato oppure adottato nell’arco di tempo che va dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019. Un importo pari a circa 960 euro solo per 12 mesi. Ciò vuol dire che le famiglie beneficeranno del bonus solo per il primo anno di vita del bambino/a, oppure di arrivo in caso di adozione.

Sanatoria errori formali: stop al condono

Come si legge su Il Sole24Ore, la commissione Finanze del Senato il 26 novembre dovrà porre il voto sull’emendamento del Governo Lega e M5S.

Nessun condono, entra una sanatoria per gli errori formali. Rientrano nella sanatoria solo le imprecisioni commesse entro il 24 ottobre 2018 aventi un importo pari a 200 euro per ogni anno d’imposta. Escluse le eventuali violazioni in corso di contestazione o già contestate. Il pagamento della sanatoria sarà suddiviso in due quote da versare entro il 31 maggio 2019 ed entro il 2 marzo 2020.

Rottamazione-ter, maggiore flessibilità

L’emendamento proposto dal M5S sulla rottamazione [VIDEO] ter per una maggiore flessibilità con meno rate da pagare è stato approvato dalla commissione Finanze del Senato. Sostanzialmente, i contribuenti che aderiscono alla rottamazione ter potranno pagare importi ridimensionati valutando la flessibilità delle rate che passa da 10 a 18, con scadenze che scivolano da 2 a 4 nell’arco dell’anno dal 2020. Per il 2019 è previsto un versamento di 2 rate il 31 luglio e il 30 novembre. Le 18 rate, successivamente saranno scorporate in 4 tranche con scadenza 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre.

Fissata anche una tolleranza relativa al pagamento effettuato tardivamente. Ciò vuol dire che il contribuente non rischia di far decadere la rottamazione, qualora versasse la quota con un massimo di 5 giorni di ritardo dalla data fissata per la scadenza della rata.