È nella natura stessa delle cose. La Manovra Economica, cercando di contemperare interessi diversi di categorie diverse, rappresenta un difficile esercizio di equilibrio tra entrate ed uscite. In pratica tra le tasse che vengono richieste dallo Stato (le entrate) e i servizi che vengono erogati ai cittadini di quello Stato (le uscite o, come si dice usualmente, la spesa pubblica). E la prima Manovra economica del Governo M5S – Lega non poteva sottrarsi a questa ferrea legge dell’Economia.

Solo che all’interno della Legge di Bilancio trovano posto aumenti di imposte e tasse dichiarati espressamente e altri, invece, sono previsti solo in via indiretta, come fa notare molto opportunamente Il Sole 24 Ore.

Per un esempio del primo caso si potrebbero citare i 370 milioni di euro attesi dall’aumento delle accise sui tabacchi e dal Prelievo Unico sui giochi. Per il secondo caso si potrebbe citare il potenziale incremento delle addizionali regionali e comunali dell’Irpef a partire dal prossimo 1 gennaio 2019 per effetto della proroga del blocco delle addizionali attualmente in vigore fino a dicembre 2018.

Il probabile doppio aumento delle sigarette

Nei giorni scorsi abbiamo dato conto del prossimo rincaro dei vari tipi di tabacco, dalle classiche sigarette al tabacco trinciato, che dovrebbe far entrare nelle casse dello Stato quasi 133 milioni di euro in più dal prossimo anno. In media, questo vuol dire che ogni pacchetto di sigarette costerà almeno 10 centesimi in più.

Ma questo potrebbe non essere l’unico aumento che inciderà sulle tasche di milioni di fumatori italiani. Infatti, come fa notare sempre Il Sole 24 Ore, l’aumento potrebbe essere addirittura doppio. E in questo caso la colpa non sarebbe da attribuire alla Manovra economica voluta dal Governo.

La vera causa dell’ulteriore aumento dei tabacchi

Infatti, tale aumento, che si dovrebbe concretizzare in un incremento di ulteriori 5 centesimi di euro a pacchetto, sarebbe una conseguenza automatica della cosiddetta “indicizzazione dell’onere fiscale minimo” che dovrebbe manifestarsi a partire dal 1 marzo 2019. Questo onere ulteriore è presente da anni nel nostro ordinamento fiscale ed è stato introdotto per correggere una criticità della tassazione sui tabacchi.

L’onere fiscale minimo è stato reso strutturale, all’interno del nostro ordinamento tributario, per impedire una perdita di gettito da parte dell’Erario. Infatti, consente di effettuare una gestione equilibrata del mercato dei tabacchi da parte dello Stato effettuando un riallineamento in linea con gli aumenti medi delle accise sulle sigarette che avvengono automaticamente ogni anno.

Secondo le stime effettuate dal Governo, i Produttori di tabacco dovrebbero poter essere in grado di riassorbire completamente gli aumenti senza incidere eccessivamente sui consumatori. Se, invece, il Governo e il Parlamento intervenissero per sterilizzare in qualche modo l’onere fiscale minimo, si stima che questo intervento si ripercuoterebbe completamente sui consumatori