L’egemonia dell’Occidente vacilla, le salde mura che hanno garantito la sua supremazia cominciano a sgretolarsi. L’Oriente avanza: nell’onda avvolgente di profumi, spezie e canti soavi si nasconde un potere economico incontrastabile. Ben 40 anni fa, Deng pronunciò il famoso discorso sull'apertura della Cina. Quella dissertazione ebbe un effetto travolgente: l'Impero di Mezzo divenne Fabbrica del Mondo, abbandonando le vesti del Paese sottosviluppato.

Xi Jinping dovrà lavorare duro per evitare una vera e propria guerra commerciale e tecnologica con gli Stati Uniti, restii a lasciar troppo spazio a chi li insidia. Eppure, il mercato cinese ha ormai già invaso il continente europeo: difficile porre un freno, accennare la più che minima reazione.

Il mercato cinese arriva in Italia: i più piccoli soccombono, i grandi marchi si adattano

E se lo strapotere economico dell’Oriente non può essere arginato, occorre quantomeno cavalcarlo.

L’Italia, ad esempio, ha avuto l’astuzia e la capacità di montare in sella e lanciarsi al galoppo. Parliamo di grandi marchi: Maserati, Ferragamo, fino a Ferrarelle. Questi, nel mercato cinese, sono ormai del tutto presenti. I pesci piccoli, invece, faticano a inserirsi nella corrente e farsi trasportare. Ci provano, si dibattono alla rinfusa o con ordinate delegazioni. Non si riesce a restare a galla in un mercato tanto complesso, vasto, con costi promozionali esorbitanti e un fitto ginepraio di regole.

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Infine, come se non bastasse, le grandi aziende cinesi hanno attraccato sulle sponde italiane: Hua Wei, Lenovo, Qingdao Beer e molti altri hanno iniziato a vendere direttamente nello Stivale.

Non è impossibile sopravvivere in questo ginepraio: Innoliving mostra la via

Nonostante questo panorama quasi drammatico, c’è chi non ha intenzione di darsi per vinto. Esempio concreto, in tal caso, è l’azienda Innoliving, con proprietario Danilo Falappa.

Questa piccola azienda marchigiana commercializza elettrodomestici. Il fatturato? Circa 10 milioni di euro. Per non soccombere, è sempre necessario conoscere il nemico, in questo caso ‘commerciale’. Così Falappa si è recato in Cina, ha deciso di lavorare in Oriente sin dal 2000, imparando tutto il necessario per prendere quel paradigma negativo e rovesciarlo a suo favore. Così, a fine novembre, Innoliving ha firmato un accordo con la grande Weili, un’azienda cinese costituita da 2000 operai e 345 milioni di dollari di fatturato.

È questo il segreto di Falappa: che siano i cinesi a concretizzare affari, ma con il suo marchio comprensivo di stile italiano. Ma non solo, bisogna sempre avere un piano B e prevedere l’evoluzione delle situazioni. Per questo motivo Falappa è anche l’agente esclusivo di tutti i prodotti Weili in Italia. Già, questa decisione nasce da una consapevolezza: l’azienda cinese sarebbe arrivata a vendere i prodotti anche qui, nello Stivale.

Fronteggiare la potenza economica della Cina può risultare stancante ma soprattutto, al momento, del tutto inutile: meglio assecondarla, sfruttare le possibilità che offre. Adattarsi, perché il fine giustifica i mezzi.

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