Novità in arrivo per il congedo di maternità. Un emendamento alla manovra [VIDEO] presentato dalla Lega, infatti, prevede la possibilità per le donne di rimanere al lavoro fino al nono mese di Gravidanza, mentre per i papà sarà possibile di usufruire di un giorno in più di congedo obbligatorio che passano, così, da quattro a cinque.

Altre novità presenti nella manovra in discussione in Parlamento e che riguardano la famiglia sono la conferma del bonus 18 anni, anche se con un importo ridotto e la carta sconti per le famiglie in difficoltà dalla quale sono esclusi gli immigrati.

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Congedo maternità: al lavoro fino al nono mese

Una vera e propria rivoluzione è in arrivo per il congedo di maternità, ambito per il quale l’Italia è ritenuta all’avanguardia con i suoi cinque mesi di astensione obbligatoria retribuita che, attualmente, possono essere suddivisi uno o due mesi prima del parto e tre o quattro mesi dopo.

Con l’emendamento alla Legge di Bilancio presentato dalla Lega, la flessibilità circa la distribuzione dei cinque mesi di congedo diventa totale, consentendo alle donne di lavorare fino all’ultimo giorno, potendo poi godere dell’intera maternità per i cinque mesi successivi alla nascita del bambino.

La proposta ha suscitato non poche polemiche, soprattutto da parte del sindacato Cgil che vede nella novità un pericolo per la libertà delle donne, soprattutto quelle con lavori precari, che secondo le parole di Loredana Taddei, responsabile Politiche di genere del sindacato, “rischierebbero così di trovarsi di fronte a veri e propri ricatti da parte del datore di lavoro”.

Più possibilista il sindacato Cisl che vede, nella flessibilità che sarebbe introdotta grazie all’emendamento della Lega, una possibilità in più per le lavoratrici, anche perché la lavoratrice che dovesse scegliere di lavorare nell’ultimo mese di gravidanza potrebbe farlo solo con il supporto di un certificato medico.

Sempre per quanto riguarda il congedo di maternità, novità anche per i papà, per i quali i giorni di congedo obbligatorio passano da quattro a cinque, dopo che nel 2018 erano già stati portati da tre a quattro.

Bonus 18 anni ridotto e carta sconti famiglia negata agli immigrati

Tra le altre norme sul sostegno alla famiglia presenti in manovra, la conferma del bonus 18 anni ma con la novità dell’introduzione del criterio Isee, anche in virtù del fatto che la cifra stanziata per il beneficio è stata ridotta da 270 a 230 milioni di euro, dopo che già nella scorsa manovra aveva dovuto subire una sforbiciata rispetto ai 290 milioni stanziati nel 2016, anno di introduzione della misura.

Novità anche per la carta sconti destinata alle famiglie in difficoltà, dalla quale saranno escluse, sempre a seguito di un emendamento [VIDEO] presentato dalla Lega, le famiglie degli immigrati. Confermato, invece, il requisito dei tre figli a carico ma con l’età limite che sale da 18 a 26 anni e l’abolizione del requisito Isee.