Il contratto che, attualmente, unisce Movimento Cinque Stelle e Lega al governo non rappresenta un punto d'unione così saldo secondo molti protagonisti della politica. Diversi critici raccontano come le elezioni europee potrebbero rappresentare il momento in cui l'attuale sodalizio governativo rischia di spaccarsi in maniera definitiva, ma anche le opposizioni ritengono che quella fase possa diventare davvero quella destinata a far crollare le certezze di una squadra di ministri fondata su due forze politiche fortemente eterogenee.

C'è chi, però, come Renato Brunetta di Forza Italia intravede all'orizzonte un'altra potenziale criticità per l'esecutivo, ossia l'eventuale allontanamento dal Ministero dell'Economia di Giovanni Tria. La sua presenza è una sorta di garanzia secondo l'ex ministro, nonostante le scaramucce dialettiche che ci sono state in passato tra i due.

Brunetta parla in un'intervista a 'Il fatto quotidiano'

Renato Brunetta ha esposto il suo pensiero sul governo in un'intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano. In particolare ha evidenziato, senza mezzi termini, come l'eventuale costrizione per Tria a lasciare l'esecutivo rappresenterebbe, di fatto, la chiusura dell'esperienza di questo governo.

Una fine quasi ineluttabile secondo l'ex ministro che ritiene come quest'esperienza politica dell'esecutivo rappresenti un "fallimento politico annunciato" con "gravi ripercussioni sui conti del paese" Si tratterebbe di un segnale che potrebbe essere raccolto dai mercati e tramutato, per l'Italia, nella necessità di correre ai ripari attraverso misure d'emergenze che già in passato sono state adottate, come l'ausilio di un governo tecnico. Un autentico spauracchio secondo Brunetta.

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Per Brunetta c'è il rischio di un 'nuovo Monti'

Tra Brunetta e Tria in aula non sono mancate le tensioni tipiche che intercorrono tra chi siede all'opposizione e chi sta al governo. Tuttavia i due si conoscono da venticinque anni, avendo avuto un percorso accademico comune. L'eventuale allontanamento di Tria secondo Brunetta rappresenterebbe un fatto destinato a far salire lo spread all'istante, dato che l'immagine che l'Italia darebbe sarebbe quella di aver cacciato, secondo l'esponente di Forza Italia, un ministro che è anche un "uomo indipendente".

Un orizzonte che potrebbe rendere necessario il ritorno dell'Italia sotto un governo tecnico come quello del 2011. Poi avverte Salvini e Di Maio: "Qualcuno rivuole un Monti? Dico agli amici del governo di riflettere e supplicare Tria". Il ministro, secondo Brunetta, dovrebbe imporre le mani sulle teste degli italiani e proteggerli fino ad un nuovo voto.

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