Nella puntata di questo 23 aprile della trasmissione "Dimartedì" su La7 è intervenuto il nuovo segretario generale della CGIL Maurizio Landini, il quale si è soffermato su numerosi aspetti economici, sociali e politici attuali, rispondendo alle vari domande del conduttore Giovanni Floris.

Vediamo le parti salienti di quello che ha detto.

Maurizio Landini critica le scelte economiche del Governo

Landini è stato immediatamente incalzato da Floris su come sta lavorando il Governo Conte e la risposta è stata: "Non tanto bene, le aspettative erano di grande cambiamento, specie da parte di chi li aveva votati, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: le cose vanno peggio.

E soprattutto con questo contratto fra privati, ovvero delle due forze politiche che si erano presentate al voto separate, sta esautorando il Parlamento e qualsiasi confronto con le forze sociali. Il cambiamento non si fa in modo autoritario dal centro, il cambiamento si fa coinvolgendo le persone, mettendo al centro i bisogni e i diritti".

Sui temi più strettamente economici, il leader della CGIL ha affermato: "Il Governo continua a dare incentivi su incentivi, va bene rifinanziare i super-ammortamenti ma siamo sempre dentro al solito schema.

Se non ripartono gli investimenti pubblici, siamo fermi. In Italia la domanda interna è calata ed è una delle ragioni della crisi del Paese. Il DEF dice in modo drammatico che i numeri non tornano: nel 2022 con queste politiche la disoccupazione sarà vicina all'11%".

Maurizio Landini ha anche criticato il cosiddetto Decreto Slocca-cantieri: "Non mi piace come lo hanno fatto, perché non vanno a diminuire le burocrazie, bensì su una strada di massimo ribasso e di liberalizzazione del subappalto.

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E siamo tornati al fatto che chi progetta, chi esegue e chi controlla sarà la stessa persona, una logica già seguita ai tempi di Berlusconi. Questo è sbagliato perché non fa ripartire i cantieri, ma peggiora i diritti e le condizioni di chi ci lavora. Inoltre troppi appalti e subappalti in questo Paese sono a rischio di infiltrazione mafiosa (...) Sono cambiati i Governi ma il problema della corruzione non è ancora risolto, anzi è ancora aperto.

Il problema di ridurre la burocrazia è un conto, ritornare a una logica di poca trasparenza è invece molto grave e questo Governo se ne assume la responsabilità: continuano a non ascoltare mai la gente che lavora".

Il segretario della CGIL ha poi proseguito rispondendo sul tema della sicurezza e della gestione di Salvini: "Siamo dentro a una campagna elettorale permanente. Il problema della giustizia e della sicurezza non si risolve certo dando a ognuno la possibilità di armarsi e di sparare.

Così come non è vero che noi siamo un Paese invaso: mentre noi siamo un Paese di evasori, non invaso. (...) Col decreto sicurezza l'idea che è che ognuno si debba difendere da solo, mentre noi paghiamo le tasse per essere cittadini liberi e avere protezione di polizia e carabinieri forniti dallo stato. Questo è inaccettabile anche sul piano culturale".

Landini: 'Stanno prevalendo logiche molto pericolose sul piano dei diritti'

Riguardo alla natura del Governo, Landini ha precisato: "Credo che Lega e M5S siano cose diverse, ma in questa fase stanno prevalendo molto le idee della Lega e stanno prevalendo logiche che sono molto pericolose proprio sul piano dei diritti, con un'idea autoritaria della gestione del confronto: questo è un elemento sbagliato".

Landini ha poi concluso ancora sui temi economici: "Credo che finora il Governo stia andando piuttosto male. Dopo le promesse e le cose raccontate, quello che sta accadendo è sotto gli occhi di tutto. Il DEF dimostra che loro stessi hanno ammesso di avere sbagliato e che i conti non tornano. C'è bisogno di cambiare Politica economica, cosa che non hanno fatto. (...) Ora vedremo quanto sono popolari nel Paese, ma questo non è il mio problema: noi sindacati rappresentiamo milioni di persone che lavorano per vivere e chiediamo che ci ascoltino. Noi abbiamo proposte per rimettere al centro il lavoro e un piano di investimenti. Quello che ha fatto il Governo in questo anno, invece di ridurre le differenze fra nord e sud, le ha aumentate e ha peggiorato la vita specie nel Mezzogiorno".

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