Una svista, uno sbaglio. La Legge 26/2019 contiene un errore che il Governo dovrà provvedere a correggere in tempi strettissimi. Il rischio, infatti, è che il Reddito di Cittadinanza possa saltare, o meglio l'erogazione dell'assegno potrebbe slittare ancora di qualche tempo. In sostanza, il testo approvato dal Governo giallo - verde e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana esclude dal calcolo del sussidio i componenti maggiorenni del nucleo familiare degli aventi diritto.

Gli unici soggetti inclusi sarebbero i minorenni e i disabili. D'altra parte, i nuovi moduli di domanda pubblicati online dall'Inps lo scorso 2 aprile contengono le diciture corrette.

L'errore contenuto nel testo di legge

L'errore che potrebbe mettere a rischio l'erogazione del Reddito di Cittadinanza a partire dal mese di maggio è contenuto nell'articolo 2, comma 4, della legge 26/2019. Questo comma detta le disposizioni per il parametro della scala di equivalenza necessario per calcolare esattamente l'importo dell'assegno a cui hanno diritto i singoli beneficiari.

Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, infatti, afferma che il suddetto parametro di equivalenza è pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare. Fino a qui nulla di strano, ma poi il testo pubblicato in Gazzetta passa immediatamente al valore incrementale per ogni componente minore di età che è fissato a 0,4 ma senza tenere conto degli altri componenti maggiorenni del nucleo. Di conseguenza il parametro è fissato ad un livello massimo di 2,1 che potrebbe essere ulteriormente innalzato a 2,2 in presenza di soggetti disabili.

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il testo corretto, invece, indicava in 0,4 l'incremento per ogni ulteriore componente maggiorenne del nucleo familiare. mentre l'incremento per i membri minorenni era di 0,2.

Le conseguenze probabili dell'errore

La conseguenza immediata di questa "svista" è che ora, come minimo, si dilateranno ulteriormente i tempi per l'approvazione da parte dell'Inps delle domande già presentate. Queste, secondo le ultime rilevazioni disponibili avrebbero raggiunto quasi le 850.000 unità.

E con esse l'erogazione dell'assegno spettante ai vari beneficiari. Il modello rinnovato e reso disponibile online dall'Inps contiene, infatti, la dicitura corretta. Ma è il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale ad avere valore ad ogni effetto di legge. Di conseguenza, ci si troverebbe di fronte ad un contrasto normativo in grado di paralizzare tutto il delicato meccanismo messo in campo dal Governo.

Che ora dovrà correre in fretta ai ripari per non deludere milioni di cittadini, ma soprattutto di elettori del M5S.

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