G20. Oggi e domani si stanno riunendo a Osaka, in Giappone, i leader delle venti potenze economiche mondiali. Stiamo parlando degli Stati che, da soli, producono circa l’85% dell’economia del pianeta. Il forum, che si tiene ogni anno, è soprattutto un'occasione perché i capi di governo si vedano ed affrontino a quattr’occhi i loro diverbi politici ed economici. Da questo punto di vista la materia del contendere è sempre stata abbondante.

In teoria i 20 “grandi” rappresenterebbero i 19 paesi più industrializzati del globo + la Ue. In realtà, sono ammessi tra i 20 anche Argentina e Sudafrica, al posto di Spagna e Paesi Bassi. Questi partecipano solo come osservatori. Osservatori sono anche i presidenti di due organizzazioni panafricane. La Ue è rappresentata sia dal Presidente del Consiglio europeo che di quello della Commissione europea.

In pratica, per un motivo o per l’altro, a Osaka saranno presenti circa 25 “grandi”, oltre a tutto il loro seguito. Per l’Italia, il premier Giuseppe Conte ha voluto con sé il ministro dell’economia Giovanni Tria.

La UE e il Giappone presenteranno al G20 un documento sui problemi ambientali

Per quanto riguarda il documento finale, il Presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, ha proposto, anche a nome dell’ospitante Giappone, di approvare una dichiarazione d’intenti.

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Politica

Il documento pone l’accento sulla volontà di perseguire un'economia mondiale sempre più basata sul liberismo. Si dichiara inoltre la volontà di prevenire i cambiamenti climatici, affrontare il nodo delle migrazioni e lottare contro il terrorismo. Al momento, non sappiamo se tale documento sia pure programmatico, se possa essere già approvato, tenuto conto che gran parte delle tematiche vedono il presidente Usa nettamente contrario

Donald Trump, d’altronde, è il dominus di questo vertice, insieme al leader cinese Xi Jinping.

Tanto che i giornali giapponesi hanno già ribattezzato il forum “G2+0”, ironizzando che gli altri 18 non contino nulla. Trump e Xi s’incontreranno nella tarda giornata di sabato e, secondo le indiscrezioni, formalizzeranno una specie di “armistizio” sul problema dei dazi.

L’accordo, già pronto anche nei dettagli, sarebbe stipulato a latere della riunione plenaria. Tuttavia, costituirebbe lo stesso un risultato eccezionale del G20.

Gli Stati Uniti rinuncerebbero a imporre ben 300 miliardi di dazi alle importazioni cinesi e la Cina ad analoghe misure e contromisure.

Oltre a quello tra i leader di Stati Uniti e Cina, il forum è occasione di tutta una serie di ulteriori incontri bilaterali e trilaterali. In primis quello calendarizzato tra Trump e Putin. Tra i principali punti della discussione tra i due presidenti non potrà mancare l’Iran.

Proprio nell’ultima settimana, infatti, il mondo ha rischiato una nuova guerra in Medio Oriente tra Usa e Teheran. Prima di scatenarla definitivamente, forse Trump ha necessità di capire quali carte vuole giocare Putin. L’Iran, infatti è il principale alleato della Siria, a sua volta avamposto della Russia in Medio Oriente

Giuseppe Conte approfitta del G20 per evitare la procedura d’infrazione della UE

Ma l’incontro bilaterale dei G20 che interessa maggiormente all’Italia sarà quello tra il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, supportato dal ministro Tria e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. È in ballo, infatti, l’esito della minacciata procedura d’infrazione per debito eccessivo, da parte della Ue nei confronti del nostro paese. La procedura avrebbe riguardato lo sforamento deficit-pil nel 2019. Nel frattempo, il decremento del pil 2018, rilevato a consuntivo, rispetto alle previsioni, avrebbe messo in luce anche uno sforamento pregresso.

Le ultime notizie di corridoio, tuttavia, sembrano propendere per una schiarita dei rapporti tra Italia ed Europa, almeno sotto il profilo economico-finanziario. Pare infatti che in Francia, patria del commissario europeo per l’economia Pierre Moscovici, si sia registrato uno sforamento deficit-pil del 3,1%, contro il 2,4-2,5% dell’Italia. Probabilmente i commissari, essendo dimissionari, hanno deciso di comportarsi da colombe. Lasciando alla prossima commissione l’onere di gestire questo problema contabile. Se ne avrà voglia.

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