Oggi sui propri canali social e web il Movimento 5 Stelle ha confermato come il salario minimo sia ben oltre una semplice proposta. Sul “blog delle stelle” i grillini danno quasi per scontato che il salario minimo da 9 euro all’ora, autentico cavallo di battaglia del Movimento e del suo leader, il vicepremier Di Maio, presto diventerà realtà. Un provvedimento che è inserito nel celebre contratto di governo tra Salvini e Di Maio e che coprirebbe una vasta fetta di lavoratori italiani.

Secondo i dati infatti oggi sarebbero 3 milioni i lavoratori che percepiscono stipendi al di sotto perfino della soglia della povertà. Il salario minimo pertanto gioco forza andrebbe ad aumentare in maniera molto importante il salario di questi lavoratori. Dal blog e dai commenti del Ministro Di Maio il salario minimo potrebbe diventare realtà anche prima della fine del 2019.

Alcuni lavoratori arrivano a 4 euro per ora

“Non è lavoro è schiavitù”, questo letteralmente ciò che oggi ha dichiarato Di Maio nel commentare il post uscito sul blog delle stelle, riferendosi a determinate categorie di lavoratori che hanno stipendi inferiori al salario minimo di cui tanto si parla.

Usando un inglesismo, questi lavoratori vengono chiamati working poor, letteralmente lavoratori poveri. Non c’è un settore lavorativo specifico che oggi paga i lavoratori al di sotto della soglia della povertà, ma è un fenomeno su vasta scala. Ci sono camerieri, pizzaioli e lavapiatti, cioè addetti del settore ristorazione e turismo. Poi ci sarebbero gli autisti, i giardinieri, le badanti o le colf, cioè gran parte del lavoro domestico.

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Ma queste fattispecie di lavoratori non sarebbero gli unici a prendere stipendi da 4 euro ad ora, perché ci sono anche le guardie giurate ed i centralinisti per esempio. Tutte categorie che oggi hanno minimi contrattuali, fissati dai vari CCNL di riferimento, inferiori ai 9 euro lordi che è il salario minimo indicato nell’idea grillina. Il 22% dell’intero mondo dei lavoratori in Italia vive con stipendi non propriamente degni, cioè non rispondenti ad un diritto sacrosanto sancito anche dalla Costituzione, cioè il diritto ad una retribuzione dignitosa.

In parole povere, se davvero il salario minimo entrasse nel nostro ordinamento, ogni ora di lavoro in qualsiasi settore lavorativo essa venisse effettuata, non potrebbe essere salariata con meno di 9 euro lordi.

Un provvedimento che si vorrebbe chiuso entro la fine dell’anno

Come dicevamo, dal Movimento 5 Stelle si da quasi per scontato il via libera al provvedimento che potrebbe avvenire anche prima del 2020.

Nel blog i grillini rivendicano la riuscita di alcune misure su cui si sono tanto spesi preannunciando la riuscita anche di quest’ultima. Con il Decreto Dignità del 2018 l’operazione era quella di restituire valore al contratto di lavoro ed alla sua stabilità. Nell’anno corrente invece si è prodotto il reddito di cittadinanza, intervento in aiuto dei disagiati e di contrasto alla povertà. Il 2020 invece potrebbe essere quello giusto per eliminare lo sfruttamento dei lavoratori dal punto di vista del salario.

Si tratta insomma di una continuazione dell’opera iniziata nel 2018 da parte del Movimento 5 Stelle, quella che nel blog viene definita la Politica sociale del Movimento 5 Stelle.

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