Paolo Savona, presidente della Consob ed ex ministro, ha tenuto un lungo discorso in cui ha parlato ai mercati. Ha espresso molte posizioni che vanno a contrastare con la visione diffusa in questo periodo, che vedrebbe l'Italia totalmente piegata dal debito pubblico. Ha chiesto dunque alla Politica di abbassare i toni, ma anche di capire che il nostro paese sembra essere finito nella caverna di Platone, dove è difficile comprendere quale sia la realtà economica che ci circonda.

Il discorso di Savona

Nel suo discorso rivolto ai mercati, il nuovo presidente della Consob Paolo Savona (ex tanto discusso ministro) ha preso innanzitutto come esempio la famosa "caverna di Platone" (pensiero filosofico espresso da Platone in un suo scritto per bocca di Socrate). Savona ha spiegato che al momento è come se l'Italia fosse proprio dentro questa caverna, in cui le poche luci che riescono a penetrare ci mostrano sulle pareti un'immagine deformata del reale.

In aggiunta, ci sarebbe anche un continuo vociare a senso unico che stordisce tutti quanti. A suo parere, insomma, sarebbe innanzitutto compito di chi controlla politica, economia e mezzi di comunicazione "rafforzare la luce".

Se dunque da una parte invita i rappresentanti politici ad abbassare i toni spesso contrastanti, dall'altra attacca in modo netto quegli enti sovranazionali che giudicano la nostra situazione.

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Spiega infatti che molte decisioni di queste istituzioni sembrano in realtà veri e propri "pregiudizi", che non tengono in minimo conto le due colonne che reggono il nostro paese: un ottimo livello di risparmio e la forza competitiva delle imprese italiane nel mercato.

'Autorità europee utilizzano la speculazione come vincolo esterno per controllare i Paesi'

L'economista continua quindi prendendo posizioni nette anche nei confronti delle autorità europee.

A suo parere, infatti, i sospetti continui nei confronti del nostro paese e della sua presunta incapacità di ripagare il debito pubblico sono oggettivamente infondati. Anzi, continua, l'odierno sistema europeo non sembra far molto per contrastare la speculazione, bensì utilizza proprio questa come "vincolo esterno" per costringere gli Stati membri a rispettare le regole dell'Unione Europea.

Savona rilancia quindi con decisione la proposta di un titolo europeo "European safe asset" sicuro e che vada ad essere un'alternativa al Bund tedesco.

In questo modo, a suo parere, i Paesi membri avrebbero a disposizione un metodo alternativo e a costo più basso per rifinanziare il proprio debito pubblico. Occorre aggiungere, però, che una simile posizione sino ad oggi è stata sempre vista in modo molto critico dalle autorità europee, poiché andrebbe ad allentare il controllo finanziario tedesco sull'Ue.

In conclusione, Savona si dice molto contrario all'idea diffusa che l'Italia rappresenti una problematica per l'Europa e il mondo.

Diversamente da molti paesi, come ad esempio Francia, Stati Uniti o Regno Unito, il nostro infatti non raccoglie risparmio estero, bensì lo cede in numeri maggiori rispetto al debito pubblico. Questo fa sì che dal 2013 abbia un risparmio in eccesso rispetto al suo utilizzo interno.

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