E dopo la fattura elettronica ecco che arriva lo scontrino elettronico. Dal 1° luglio è partita l'ennesima rivoluzione fiscale con obbiettivo il contrasto all'evasione fiscale. Una novità che riguarda tutto l'universo dei commercianti e degli artigiani, dal ferramenta al bar sotto casa. Per il momento l'obbligo è scattato per imprese con fatturato annuo pari o superiore a 400.000 euro, ma entro sei mesi la rivoluzione si estenderà anche ai più piccoli commercianti. Una novità che è stata contestata subito dagli interessati per via degli inevitabili costi che si dovranno sopportare per adeguare i vecchi registratori fiscali o per comperarne di nuovi.

Fatto sta che ormai lo scontrino fiscale elettronico è realtà e così il Fisco avrà quotidianamente in banca dati gli incassi giornalieri di buona parte delle attività commerciali e artigianali italiane. Resteranno esclusi coloro che già erano esentati dal battere lo scontrino, come per esempio i tabaccai. Cosa cambia per davvero dal punto di vista dei clienti e cosa dal punto di vista dei commercianti? Per rimborsi spese, detrazioni fiscali e controlli fisici della Guardia di finanza cosa cambia adesso?

Con due distinte circolari, una dell'Agenzia delle Entrate e l'altra della Fondazione studi dei consulenti del lavoro, vengono spiegati tutti i dettagli e fugati tutti i dubbi.

Per i clienti nessuna novità

Ai clienti, al posto della scontrino fiscale, andrà rilasciato un documento del tutto simile, che riporterà la scritta "non valido ai fini fiscali". In pratica, tranne i più attenti, la maggioranza dei consumatori non si accorgerà nemmeno della novità. Tra l'altro l'obbligo di rilasciare lo scontrino, anche se adesso non sarà più fiscale, graverà comunque sui commercianti.

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Tasse

Per quanto detto, anche le operazioni di controllo della Gdf in materia violazioni tributarie davanti negozi, bar e simili resteranno pressoché identiche a prima. Infatti, anche se non fiscali, le nuove ricevute saranno registrate nei registratori di cassa con strumenti dotati di dispositivi di sicurezza e di inalterabilità dei dati.

Per gli esercenti cambia tutto

Nuovi registratori quindi da comprare o vecchi registratori da adeguare alle novità. In pratica inevitabile spesa da sostenere per le nostre attività produttive.

I nuovi registratori di cassa (o i vecchi adeguati da appositi strumenti elettronici) saranno in collegamento diretto con Agenzia delle Entrate. Ogni chiusura giornaliera sarà in tempo reale in mano al Fisco e questo servirà da deterrente per l'evasione fiscale. Il Governo ha varato anche uno speciale bonus fiscale per aiutare le aziende a sopportare il surplus di spese per adeguarsi alla nuova normativa. Coloro che acquisteranno un nuovo registratore di cassa quest'anno o il prossimo, potranno beneficiare di una detrazione, cioè un credito fiscale pari al 50% di quanto speso, fino alla soglia massima di 250 euro. Per chi invece adeguerà le vecchie macchine, credito di imposta da 50 euro.

Rimborsi e detrazioni

Per facilitare il passaggio la ricevuta non fiscale che riceveranno i clienti sarà valida per altri importanti motivi. Per prodotti che danno diritto alle detrazioni fiscali, la ricevuta avrà validità piena in sede di inserimento della spesa nei 730 o nei modelli Redditi PF. Inoltre la ricevuta sarà valida a tutti gli effetti per la garanzia dei prodotti ove questa sia prevista e anche per eventuali rimborsi spettanti per reso merce o situazioni simili.

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