La giornata dell'incarico al Professore Giuseppe Conte ha visto i mercati finanziari registrare importanti rialzi. Il FTSE Mib ha infatti registrato un rialzo dell'1,94% attestandosi intorno a quota 21.398 mentre lo Spread, indice che rappresenta la differenza fra i BTP italiani e Bund tedeschi, ha fatto registrare i minimi storici toccando quota 167 punti.

Tale contesto macroeconomico rappresenta sicuramente una nota lieta e positiva per le casse dello Stato Italiano che, in conseguenza di una notevole riduzione dello Spread, dovrà corrispondere minori interessi agli investitori che decideranno di sottoscrivere i titoli di Stato.

Bisogna però chiedersi quale siano stati gli effettivi motivi di una riduzione così brusca dello Spread e si possano ricollegare direttamente alla questione politica.

Quali sono i motivi del calo dello Spread?

I mercati finanziari hanno sicuramente visto di buon occhio la nascita di un governo composto da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, con quest'ultimo che rappresenta un partito con una forte vocazione europeista a differenza delle posizioni di Matteo Salvini, leader della Lega, che si è sempre manifestato con posizioni euro-critiche sull'Europa, paventando in determinate situazioni la possibilità di un'uscita dell'Italia dall'Unione Europea.

Il Partito Democratico rappresenta perciò un partito filo-europeista che eviterà di superare i vincoli indicati dalla Commissione Europea. Al fianco di questa motivazione socio-politica, vi è comunque un motivo ancora più importante che vede la discesa dello Spread da qualche giorno a questa parte. Christine Lagarde, nuova presidente della Banca Centrale Europea, ha infatti annunciato che continuerà la politica accomodante che Mario Draghi aveva cominciato con il quantitative easing. Tale politica morbida ha l'obiettivo di iniettare liquidità nei mercati con l'obiettivo di far diminuire i tassi d'interesse e rendere più agevole per le imprese e le famiglie accedere al mercato del credito, incentivando così i consumi e di conseguenza la produzione delle imprese.

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I mercati, come si sa, tendono sempre ad anticipare le azioni di politica monetaria e, proprio per questo, già da qualche giorno lo Spread ha cominciato a scendere in modo sensibile.

Possiamo quindi concludere che la discesa dello Spread non sia soltanto merito di un accordo di governo tra M5S e PD, che avranno sicuramente il duro compito di scongiurare l'aumento dell'IVA, ma anche di una politica monetaria accondiscendente che, secondo le previsioni, dovrebbe continuare ad iniettare liquidità nei mercati per i prossimi mesi.

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