Congiuntura Flash, il report periodico del servizio studi di Confindustria, fa il punto sullo stato di avanzamento del ciclo economico confermando che, anche nel terzo trimestre dell'anno, l'economia italiana è ferma.

Analizzando le differenti componenti che contribuiscono a determinare la crescita economica si rilevano:

  • segnali negativi per l'industria dove si registra una flessione dell'indice PMI (Purchasing Managers’ Index)
  • moderato recupero nel comparto dei servizi con indice PMI in crescita e incremento degli occupati
  • prospettive negative per gli investimenti con un calo degli ordinativi di beni strumentali e indicatori di fiducia delle imprese manifatturiere in diminuzione
  • scenario migliorato per i consumi, con ordinativi in crescita per i produttori di beni di consumo e fiducia delle famiglie stabile
  • prospettive incerte per l'export, con risultati positivi sui mercati extra-UE e negativi sui mercati europei specie verso la Germania

La congiuntura globale e l'export

In un periodo caratterizzato da rilevanti incertezze sulle prospettive dell'economia globale, le debolezze strutturali del sistema italiano accentuano le fasi più difficili del ciclo economico.

In particolare, secondo gli economisti del centro studi confindustria, l'unica possibilità di scongiurare una recessione risiede in un'accelerazione dell'export.

Nei primi 4 mesi dell'anno, le esportazioni italiane hanno registrato un buon risultato verso USA e Giappone, anche grazie alla debolezza dell'euro e ai dazi USA sui beni cinesi, e verso Svizzera e Regno Unito, dove è stato probabilmente anticipato l'effetto della Brexit.

Si registra tuttavia un rallentamento delle vendite verso i partner europei, come probabile effetto del rallentamento dell'economia Tedesca.

Germania, Francia e Spagna pesano rispettivamente per il 12,5%, 10,5% e 5,25 sull'export italiano. Nei confronti della Germania, a fronte di un tasso di crescita del 4,3% registrato nel 2018, nei primi 4 mesi del 2019 si è registrato solo l'1,6%. In calo anche Francia e Spagna dove il tasso di calato rispettivamente dal 4,8% e 3,6% del 2018 al 2,6% e -0,3% dei primi 4 mesi 2019

Tassi d'interesse e incertezza politica

I tassi d'interesse sovrani risultano in discesa, condividendo la tendenza degli altri paesi dell'area euro, ma permane uno spread ancora elevato rispetto ai titoli tedeschi evidenziando come l'incertezza derivante dal quadro politico si sia ridimensionata, ma non sia stata eliminata e soprattutto di come i miglioramenti vengano percepiti come tutt'altro che definitivi.

Gli squilibri macroeconomici che caratterizzano la nostra economia si confermano una zavorra pesante e particolarmente difficile da trasportare, in particolare nei periodi di minore crescita a livello globale. Solamente una serie di riforme strutturali, volte a ridurre il rapporto debito/pil e rilanciare la produttività potrebbero fa tornare il nostro paese a livelli di crescita più sostenuti e meno dipendenti dalle esportazioni.

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