L’Unione Nazionale Consumatori è una delle più importanti associazioni di difesa del consumatore che ancora oggi operano in Italia. Una associazione autorevole che adesso arriva a proporre un interessante correttivo per quanto concerne il reddito di cittadinanza. L'importo del sussidio che viene erogato ai single, secondo l'associazione, è troppo basso. Ecco perché l'Unione Nazionale Consumatori, propone l’innalzamento del reddito di cittadinanza solo per i soggetti single. La proposta è giustificata ed avvalorata, dai numeri sulla povertà assoluta rilevati dall'Istituto Nazionale di Statistica.

Numeri che dimostrano come il reddito di cittadinanza abbia solo ridotto il problema della povertà assoluta, senza debellarlo del tutto, visto che i poveri assoluti di cui parla l'Istat, sono circa il doppio di quelli a cui è finito il reddito di cittadinanza.

Nuovo importo per i soggetti soli?

Reddito di cittadinanza fino a 829 euro al mese per chi vive da solo e non ha altri soggetti nel nucleo familiare., Questa la proposta dell'Unione Nazionale Consumatori, spiegata bene da Massimiliano Dona, il Presidente dell'associazione.

Per l'Istat, come riporta un articolo del Corriere della sera, i poveri sono 1.822.000 ed il reddito di cittadinanza, la misura di contrasto alla povertà tanto cara al Movimento 5 Stelle, ha coperto solo il 55,7% di questi poveri. Evidente che sono molte di più le persone che avrebbero bisogno di un sostegno economico per andare avanti e spesso, coloro che hanno ottenuto l'accesso al sussidio, prendono troppo poco per poter essere considerati fuori dalla condizione di disagio reddituale.

Questo è il principio che ha spinto Dona e la sua associazione a proporre un ritocco all'importo che la misura prevede venga assegnato ai single. Se i dati Istat mettono in luce un numero rilevante di persone in stato di povertà, altri numeri, stavolta dell'Inps, mettono in luce il fatto che il reddito di cittadinanza ha aiutato molte famiglie, ma non del tutto. Nella nota dell'UNC, si portano alla luce i dati dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, secondo i quali, sono 890.756 le famiglie beneficiarie del sussidio, alle quali vanno aggiunte le 123.673 famiglie beneficiarie della pensione di cittadinanza.

In tutto, poco più di un milione di famiglie, ben lontane dall'oltre un milione ed 800mila poveri che rileva l'Istat. Sempre per l'Inps inoltre, in media le famiglie beneficiarie di reddito e pensione di cittadinanza percepiscono 484,44 euro al mese.

I single penalizzati

Secondo l'associazione, l’importo medio per famiglia che emerge dai dati Inps è nettamente al di sotto del beneficio massimo previsto dalla misura per un soggetto solo, cioè 780 euro al mese.

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Naturalmente le famiglie numerose percepiscono di più, ma i single, soprattutto se non vivono in una casa in affitto con contratto regolarmente registrato, non arrivano a percepire il tetto massimo che il sussidio prevedeva, perdendo la parte relativa al cosiddetto affitto imputato. Per questo molti single percepiscono solo 500 euro al mese, dei quali solo 100 liberamente prelevabili in contanti. Troppo poco quindi per l'associazione che chiede l'innalzamento della soglia massima da 780 a 829 euro al mese.

Questo a maggior ragione se si pensa che il tetto massimo stabilito dal decreto che ha prodotto la misura, prendeva spunto dalle rilevazioni Istat del 2014. A quell'epoca, il reddito medio delle persone era 15.600 euro. L'importo del reddito di cittadinanza fu stabilito in misura pari a 6/10 di quel reddito medio, che produsse l'importo di 780 euro al mese. Le nuove stime Istat, aggiornate al 2019, parlano invece di reddito medio di 16.571 euro e se si usa lo stesso metodo, cioè quello dei 6/10, l'importo di reddito di cittadinanza giusto sarebbe 828,55 euro al mese.

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