L'Italia, secondo Paese manifatturiero nel Mondo, nono Paese per export nel 2017 (solo per citare alcuni dati) ha un grosso problema: l'occupazione. Secondo i dati messi a disposizione da Eurostat - il principale rilevatore statistico europeo - nel report trimestrale ed elaborati nel video dal canale Statistics and Data, il nostro Paese negli ultimi 20 anni, dal 1999 al 2019, è sempre stato fuori dalla top 25 dei Paesi europei per occupazione. In questa classifica, che vede in testa nel terzo quadrimestre del 2019 Islanda (85.3%), Svizzera (80.4) e Olanda (78.4), l'Italia viene infatti superata da Paesi come Malta (73.1%), Polonia (68.2%), Slovacchia (68.1%), e Romania 66.4%.

Una costante negativa

Il dato negativo sul tasso di occupazione - che si calcola in economia e statistica rapportando il numero di persone occupate con il totale della popolazione - ha visto il suo minimo storico nel ventennio nel primi due quadrimestri del 1999 con il 52.5% (ovvero solo poco più della metà della popolazione aveva un lavoro) e il suo dato massimo nel secondo trimestre del 2019 con il 59.4. È evidente come il solo dato dell'occupazione non indichi in maniera completa la situazione economica di uno Stato - basti pensare al caso delle banche -, visto che questo dato andrebbe legato con i dati sulla disoccupazione e sull'inattività, ma indica sicuramente delle difficoltà chiare in termini di lavoro.

Difficoltà che un Paese vicino come la Germania sembra non avere visto che l'occupazione nel secondo trimestre del 2019 si attesta al 76.5% (oltre 2/3 della popolazione ha un lavoro) o per la Gran Bretagna che, nonostante le difficoltà di Brexit, ha nello stesso periodo di riferimento un tasso occupazionale pari al 75.1% (quasi 16 punti in più dell'Italia).

I paesi del Nord: sempre in testa

Un dato che colpirà sicuramente il lettore è quello dei Paesi del Nord: Islanda, Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia sono costantemente nel corso dei 20 anni almeno nella top 15.

I Paesi del nord - dove tra le altre l'occupazione femminile è molto alta rispetto a Paesi come Italia e Grecia - guidano perennemente la classifica. L'Islanda, seppur con una popolazione totale minore rispetto ad altri Paesi, ha un indice quasi sempre sopra all'80.0%, tranne nella prima parte della crisi mondiale che ha colpito anche l'Europa dal 2008 al 2011. La seconda crisi sembra incidere decisamente meno a livello occupazionale tant'è che l'Islanda torna a superare abbondantemente l'80% il livello di occupazione.

I dati dell'Islanda e degli altri Paesi del nord - che sono quasi sempre sopra al 70% - mostrano la grande differenza sul tema occupazione che c'è tra i diversi Paesi europei e l'Italia.

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