I tassi d'interesse finiscono sotto zero e le banche provano a trarre profitti dai servizi ai clienti. È sostanzialmente questo il messaggio veicolato da un articolo apparso su Repbublica nella sua edizione cartacea del 4 febbraio. Le maggiori banche italiane e non solo, a causa delle svantaggiose condizioni derivanti dalla Politica monetaria della Banca Centrale Europea, avrebbero aumentato gli oneri sui conti correnti e sui depositi più elevati. A pagarne le conseguenze sono ovviamente le famiglie italiane.

Il quotidiano ha provveduto, inoltre, a snocciolare i numeri di quella che sarebbe una tendenza ormai acclarata.

Tutto nasce dai tassi di interesse sotto lo zero per volontà della Bce

Si tratta di un andazzo che riguarda praticamente tutti gli istituti bancari, compresi quelle del Nord Europa. Le stime al rialzo derivano dai ritocchi su due tipologie di servizi. Sono, infatti, aumentati i costi relativi al conto corrente ed è stata messa in atto una sorta di penalizzazione verso le cosiddette alte giacenze.

Si tratterebbe degli strascichi derivanti da una data che può essere considerata importante, l'11 gennaio 2014. Quel giorno, l'allora presidente della Bce Mario Draghi, per 'irrorare - scrive Repubblica - le economie d'Europa portò i tassi sui depositi bancari alla Bce sotto lo zero". Secondo quanto sottolinea il quotidiano negli anni seguenti Eurotower avrebbe scavato ancora più a fondo arrivando all'attuale -0,5%.

Questo ha portato le banche, secondo Deposit Solutions, a pagare penali stimabili in 25 miliardi tra il 2014 ed il 2019. Un miliardo di euro è stato pagato solo dalle banche italiane.

Famiglia media paga 27% in più del 2019

L'Italia resta uno dei paesi con il maggiore risparmio privato a livello internazionale. L'aumento dei servizi bancari non può che rappresentare una brutta notizia per i cittadini, se si considera il paradosso che persino avere liquidità diventa un costo.

I dati di Bankitalia hanno, infatti, segnalato un rincaro annuale di 7,5 euro nel 2018 ed un costo medio di 87 euro. Andando a spulciare quelle che sono alcune rilevazioni statistiche, Repubblica segnala quelle che sono le cifre individuate da un'indagine del sito specializzato Sostariffe.it. La stima, basata su diciassette banche italiane, ha segnato rincari dei costi sui servizi bancari del 29% per le online e 27% per le tradizionali. Oggi per mantenere un conto aperto su internet occorrono 60 euro, a differenza dei 45 precedenti. L'aumento è di circa il 27% rispetto alla prima cifra indicata.

La media riguardante una famiglia parla di una spesa passata dai 55 del gennaio 2019 ai 70 attuali. Il dato da segnalare è che persino le banche on line stanno via via lasciando la politica della gratuità.

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