Per la serie BlastingTalks intervistiamo Michele Santovito, presidente di AssoEGE. L’associazione raccoglie gli esperti in gestione dell’energia (EGE), la cui competenza è stata certificata secondo una norma UNI CEI. Gli EGE associati operano come professionisti o all’interno di società di servizi energetici ed energy manager d'importanti gruppi nazionali attivi nei settori industriale, terziario, commerciale e dei servizi pubblici locali.

BlastingTalks è una serie d'interviste esclusive con business e opinion leader nazionali e internazionali per capire come la pandemia di coronavirus abbia accelerato il processo di digitalizzazione e come le aziende stiano rispondendo a questi cambiamenti epocali.

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Partiamo dalla figura dell’EGE: può spiegare in modo semplice chi è questa figura di cosa si occupa?

Quello dell’EGE o esperto in gestione dell’energia è un titolo che viene affidato a una persona che dal 2010, grazie a un processo di certificazione da parte di un ente terzo accreditato, permette d'identificare chi possiede le competenze nell’usare l’energia in maniera razionale, identificando ed eliminando gli sprechi e proponendo soluzioni di miglioramento che garantiscano ai propri clienti la riduzione dell’impatto ambientale e quella dei costi in bolletta. Il valore della certificazione e la conseguente tutela nei confronti degli utenti finali è stato rafforzato dall’entrata in vigore della Legge 4/2013 sulle professioni non regolamentate.

In parole povere l’EGE è il soggetto a cui bisogna rivolgersi per affidare i propri consumi e costi energetici al fine di ottimizzarli, in tutti i settori di riferimento: civile, terziario, industriale e trasporti.

Il comparto dell’energy industry è da anni caratterizzato da forti tendenze all’innovazione: in questo senso, in che modo i vostri associati interpretano le tendenze verso trend come la sostenibilità e l’efficientamento energetico, la rivoluzione green e le nuove tendenze alla digitalizzazione del settore?

L’EGE non solo interpreta le tendenze previsti dagli obiettivi di sostenibilità e di rivoluzione green sempre più sfidanti, ma essendo un professionista “esperto” deve essere in grado di anticiparne i trend a favore dei propri clienti. Per molti di noi la decisione di sottoporsi a un esame di certificazione delle competenze non ha significato una nuova opportunità professionale, nel mercato dell’efficienza energetica che da qualche anno è in forte crescita, ma una scelta etica in cui si crede profondamente.

Quali sono i requisiti richiesti per essere certificati come EGE?

Tra i requisiti base richiesti all’EGE c’è quello dell’aggiornamento a favore di tecnologie hardware e software oltre alle tecniche di analisi avanzate necessarie per l’incremento delle performance negli usi energetici. Per noi EGE rimanere aggiornati verso le più recenti innovazioni tecnologiche rappresenta uno dei pilastri della nostra professione, perché ci permette di rendere perpetuo il miglioramento continuo tipico di una attività di gestione dell’energia.

Qual è stato l’impatto dello scoppio dell’emergenza sanitaria e del seguente lockdown per i professionisti che si occupano della gestione dell’energia?

Come tutti gli altri professionisti, anche noi EGE abbiamo subito una battuta d’arresto importante a causa del lockdown, soprattutto per chi aveva progetti appena avviati o in corso di attivazione e che a seguito dei cambi di priorità dei clienti, questi sono stati posticipati o annullati.

Il mese di dicembre 2019 per noi è stato un momento importante perché si è conclusa la seconda tornata di diagnosi obbligatorie dettate dal D.Lgs.102/14 che rappresenta un impegno estremamente importante per chi fa il nostro lavoro; da un lato è andata bene che la scadenza non abbia subito l’impatto del coronavirus, ma dall’altro il follow up tipico delle diagnosi con proposte d'intervento che generalmente portano a una continuità del lavoro di efficientamento, sono state caratterizzate da una riprogrammazione a data da destinarsi. Altre esperienze riportate da molti nostri colleghi hanno visto un aumento del lavoro, generalmente a favore dei clienti con i quali il rapporto era già consolidato, sia nella gestione dei consumi (e costi) fissi energetici dovuti alla riduzione dei volumi di produzione, ma anche nella valutazione di progetti innovativi; tutto ciò grazie alla diminuzione delle attività di day by day tipiche dei referenti tecnici impegnati in azienda.

Lo smart working è stato uno dei fenomeni emergenti negli ultimi mesi all’interno del mondo del lavoro: come si sono organizzati su questo aspetto i vostri associati?

Come specificato in precedenza la nostra professione necessità l’aggiornamento continuo su strumenti di lavoro avanzati e le caratteristiche di attività intellettuale permette di poter continuare a gestire i propri clienti adoperando un computer, un tablet, il cellulare e una linea internet; fermo restando che il nostro lavoro non può prescindere da visite periodiche presso le sedi dove ci sono i consumi di energia per verificare lo stato d'impianti e macchinari, un periodo limitato di assenza dal campo può essere gestito senza grosse difficoltà.

Guardando agli effetti positivi anche da un punto di vista dell’impatto ambientale, l’utilizzo sempre più massivo dello smart work ha permesso e permetterà in futuro di affrontare incontri tra persone, se il sopralluogo fisico non è necessario, riducendo tempi, costi ed emissioni di CO2.

Come associazione, quali strategie avete messo in campo per supportare i vostri iscritti in questi mesi?

La nostra associazione si basa sull’impegno volontario dei propri soci, ed è per questo che a causa delle difficoltà operative che tutti noi abbiamo dovuto affrontare, anche le proposte verso i nostri iscritti hanno subito un rallentamento. Non si è fermato il lavoro istituzionale e di preparazione alle nuove sfide, prima fra tutte quella del superbonus 110%, con un continuo confronto tra gli associati più attivi.

Ma il vero punto di forza del nostro gruppo è quello del network e la collaborazione tra persone che più di altre volte ha permesso di trovare supporto tra colleghi in un momento di complicato come quello che stiamo vivendo.

Guardando al medio e lungo termine, quali ulteriori trend e tendenze è possibile individuare nel futuro tenendo conto della difficile situazione che stiamo vivendo e della forte spinta legislativa verso la decarbonizzazione e la riduzione dell’impatto ambientale e dell’inquinamento?

L’esperienza legata alla pandemia con ricadute sanitarie rilevanti avvenute in tempi molto rapidi e su scala globale ha messo in luce le difficoltà e i limiti che ha l’uomo quando deve fronteggiare problemi che non hanno una soluzione predefinita.

Questa esperienza si spera abbia sensibilizzato i decisori, soprattutto quelli più scettici, verso un’azione ancora più decisa nei confronti della salvaguardia del pianeta dall’inquinamento dovuto a cause antropiche. I target sfidanti legati alla decarbonazione, che molti stati stanno mettendo in atto vanno nella direzione giusta anche se rimane viva la preoccupazione che il continuo procrastinare di scelte coraggiose possa vanificare il risultato finale e quindi farci trovarci in un prossimo futuro a dover gestire eventi atmosferici e calamità naturali che impatteranno sempre di più nella nostra vita quotidiana.

Infine, quale lezione possiamo possibile apprendere da questa pandemia e quali opportunità è possibile cogliere dal particolare punto di vista del vostro settore di competenza, pur in un contesto difficile e imprevedibile come quello attuale?

Essere in grado di gestire gli usi energetici in maniera efficiente è il primo obiettivo di un EGE, questo si applica in condizioni ordinarie ma è nelle situazioni straordinarie che tale capacità permette di ottenere un più elevato valore aggiunto, perché garantisce di ridurre gli effetti legati ai consumi fissi che crescono esponenzialmente in occasione di una forte contrazione della produzione o dei servizi offerti. Toccare con mano questo tipo di situazioni aumenta inevitabilmente l’attenzione e la sensibilità dei consumatori finali nell’affrontare in maniera più consapevole e proattiva la gestione dei propri consumi di energia e il successo di queste iniziative potrà essere garantito solo se si passerà da persone altamente qualificata come gli EGE.

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