Il Canone Rai, a partire dal 2023, non sarà più incluso nella bolletta della luce. L'ordine del giorno presentato dalla deputata Maria Laura Paxia del gruppo Misto, al decreto Energia approvato il 13 aprile alla Camera, è stato accettato dal governo e poi accolto con riformulazione, senza dover essere posto ai voti.

"Dovevamo intervenire già a luglio 2021, dopo la pronuncia dell'Unione Europea sugli oneri impropri. - ha affermato l'onorevole Paxia - Eppure Palazzo Chigi, nonostante le ripetute sollecitazioni, non ha mai agito concretamente. Il Pnrr è stata l'occasione giusta".

"Si dà seguito all’impegno che l’Italia aveva con l’Ue di scorporare il canone Rai” in quanto “onere improprio” - spiega la deputata - "in quanto "non è possibile obbligare i fornitori di energia a riscuotere oneri non legati al proprio settore di mercato".

Le preoccupazioni di Usigrai

Dopo questa novità l'Usigrai, l'unione sindacale dei giornalisti della Rai, ha evidenziato tramite una nota la preoccupazione per una scelta che potrebbe influire su un possibile aumento dell'evasione dal pagamento: "il canone Rai è il più basso in Europa, così come il numero di giornalisti in organico, in proporzione alle ore di trasmissioni autoprodotte".

"Ad essere in pericolo - spiegano ancora dal sindacato - è il servizio pubblico, gravato già negli ultimi anni dal prelievo forzoso di 150 milioni che dovette essere ripianato collocando in borsa circa il 33% delle azioni di Rai Way".

Le modalità di riscossione del canone sono state definite infine da Usigrai "troppo vaghe"; l'inserimento del canone Rai in bolletta tramite rateizzazione era stato adottato nel 2016 dal Governo Renzi proprio con lo scopo di abbattere l'evasione, riducendo anche l'importo da 113,50 euro a 90.

Le possibili nuove soluzioni

Il Governo Draghi, si troverà dunque entro l'anno a dover individuare un nuovo sistema di riscossione.

Tra le possibili soluzioni vi è in primis la possibilità di trasformare il canone televisivo in un'imposta sulla casa; in questo sistema, già in uso in Francia, esattore del canone diventerebbe il Fisco.

Un altro metodo potrebbe prevedere la riscossione in appalto a società private; già collaudato in Svizzera e nel Regno Unito, questo metodo si è rivelato molto efficace contro gli evasori.

L'ultima soluzione sarebbe il ritorno al vecchio metodi di pagamento, tramite il classico bollettino postale.