Fino al 30 novembre prosegue in tutta Italia il Mese dell’educazione finanziaria 2025, dedicato al legame tra scelte economiche e benessere.

Per tutte le quattro settimane di questo mese, infatti, istituzioni, scuole, intermediari e associazioni promuovono incontri, sportelli e campagne su risparmio, investimenti, previdenza e tutela del consumatore.

L’educazione finanziaria è divenuta parte dei percorsi scolastici obbligatori e viene sempre più spesso affiancata da iniziative mirate nel mondo del lavoro e nei territori. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre il divario di competenze che ancora separa una parte consistente dei cittadini dagli strumenti messi a disposizione dall’ordinamento.

Il mese EduFin 2025 tra scuola e cittadini

Il Mese dell’educazione finanziaria 2025 riunisce sotto un’unica regia eventi diffusi su scala nazionale e locale. Il programma comprende lezioni aperte nelle scuole, seminari per famiglie, moduli di alfabetizzazione di base e momenti di approfondimento dedicati a microimprese e professionisti. Le attività insistono su alcuni nuclei tematici ricorrenti: uso consapevole dei mezzi di pagamento, pianificazione del bilancio familiare, comprensione del rischio negli investimenti, conoscenza delle tutele previste per i risparmiatori. Le amministrazioni centrali e la banca centrale coordinano la campagna informativa e mettono a disposizione materiali didattici, piattaforme digitali e percorsi online rivolti a studenti e docenti.

In questo modo il Mese EduFin diventa il punto di convergenza fra sensibilizzazione pubblica e attuazione delle politiche educative già delineate dalla legislazione vigente.

La cornice normativa: legge 21/2024 e progetti nelle scuole

Sul piano normativo, il riferimento resta la legge 21/2024, che ha inserito l’educazione finanziaria nelle 33 ore annue di Educazione civica in tutti gli ordini di scuola.

I decreti attuativi hanno definito gli obiettivi minimi e le aree di contenuto: rapporto con il denaro, strumenti di pagamento, risparmio, previdenza, gestione del rischio. Gli uffici scolastici regionali favoriscono l’adesione a progetti specifici, in particolare negli istituti tecnici e professionali, dove corsi e laboratori mirano a collegare le nozioni di base alle scelte che attendono gli studenti all’uscita dal percorso formativo.

In diversi contesti territoriali fondazioni e soggetti del terzo settore affiancano le scuole con iniziative strutturate, che integrano il quadro ministeriale e sperimentano modalità didattiche più vicine al linguaggio dei giovani.

Imprese, welfare e responsabilità individuale

Accanto alle misure pubbliche, una parte crescente del tessuto produttivo include l’educazione finanziaria tra gli strumenti di welfare aziendale. Corsi interni, sportelli di orientamento e materiali informativi aiutano i lavoratori a usare in modo consapevole benefit, fondi sanitari integrativi e forme di previdenza complementare. Le organizzazioni imprenditoriali richiamano gli standard internazionali in tema di responsabilità sociale e sottolineano come una maggiore competenza finanziaria dei dipendenti possa tradursi in minore vulnerabilità delle famiglie e in scelte più stabili nel medio periodo.

Il Mese dell’educazione finanziaria diventa così un momento di sintesi: le istituzioni definiscono il quadro regolatorio, la scuola trasmette le basi, imprese e corpi intermedi contribuiscono a trasformare le norme in pratiche quotidiane, valorizzando il ruolo attivo del cittadino nella gestione del proprio risparmio.