Il 16 dicembre scade il saldo dell'Imu 2025 e i proprietari devono versare la seconda rata dell'imposta municipale per l'anno in corso. La scadenza riguarda seconde case, aree edificabili e terreni, mentre l'abitazione principale non di lusso resta esclusa. Accanto all'obbligo di pagamento opera un mosaico di esenzioni e riduzioni che interessa famiglie, pensionati esteri ed enti non commerciali.
Scadenze, aliquote e immobili interessati
L'Imu si versa in due rate, acconto il 16 giugno e saldo il 16 dicembre, oppure in un'unica soluzione a giugno tramite modello F24.
I Comuni fissano aliquote e detrazioni entro i limiti di legge e le trasmettono al portale del Ministero dell'Economia; in caso di ritardo, si applicano le aliquote di base stabilite dalla normativa nazionale. Sono soggetti al tributo gli immobili diversi dall'abitazione principale non di lusso, inclusi quelli tenuti a disposizione e quelli locati, salvo le specifiche ipotesi di sgravio previste per particolari categorie di contribuenti.
Agevolazioni per famiglie e casi particolari
Per gli immobili concessi in comodato a figli o genitori, con contratto registrato e proprietario residente nello stesso Comune, la base imponibile è ridotta del cinquanta per cento, a condizione che il proprietario non possieda altri immobili abitativi oltre alla propria casa.
Lo stesso sconto si applica ai fabbricati inagibili o inabitabili e a quelli di interesse storico o artistico, mentre per le locazioni a canone concordato l'imposta è calcolata sul settantacinque per cento del dovuto. Gli immobili occupati abusivamente sono esclusi dall'Imu se il proprietario presenta denuncia e informa il Comune.
Anziani e disabili ricoverati stabilmente possono ottenere l'assimilazione della casa di proprietà all'abitazione principale, se ciò è previsto dal regolamento locale e l'immobile non è locato.
Pensionati esteri, enti non commerciali e rottamazione
Per i pensionati residenti all'estero con trattamento in convenzione internazionale, l'Imu 2025 è dimezzata su un solo immobile abitativo non locato o concesso in uso, posseduto in Italia a titolo di proprietà o usufrutto.
Gli enti non commerciali non pagano l'imposta sugli immobili destinati esclusivamente alle attività economiche svolte negli stessi locali, secondo criteri proporzionali da documentare nella dichiarazione. La legge di bilancio 2026 annuncia infine una definizione agevolata dei tributi locali, compresa l'Imu degli anni precedenti, con pagamento del solo tributo e di sanzioni ridotte.
Per cogliere l'opportunità il contribuente dovrà seguire le delibere comunali e conservare una documentazione ordinata di pagamenti, contratti e certificazioni, così da tutelare la propria posizione e permettere al Comune una programmazione stabile del gettito.