La manovra di Bilancio 2026 supera il primo esame in Commissione con una doppia decisione: i senatori dichiarano inammissibili 105 emendamenti segnalati, mentre lasciano in discussione la norma che riconosce per legge la proprietà statale delle riserve auree custodite da Bankitalia. Nel pacchetto rimangono i capitoli più sensibili su cedolare per gli affitti brevi, criteri Isee e possibile contributo aggiuntivo richiesto alle grandi banche.
Il chiarimento sull'oro di Bankitalia
L'emendamento, a firma di un esponente di Fratelli d'Italia, stabilisce che le riserve auree gestite da Bankitalia appartengono allo Stato, "in nome del popolo italiano", pur continuando a figurare nel bilancio della banca centrale.
Il testo viene presentato come un chiarimento giuridico su un bene già considerato pubblico e non modifica le competenze operative della banca.
I sostenitori della norma richiamano il valore dell'oro come presidio di stabilità finanziaria ed escludono che le riserve possano essere impiegate per coprire spesa corrente. Nel confronto tecnico i relatori ribadiscono che la disposizione non incide sugli obblighi derivanti dall'appartenenza al Sistema europeo delle banche centrali, puri in presenza delle prime osservazioni delle Istituzioni comunitarie.
La "tagliola" sugli emendamenti
La dichiarazione di inammissibilità dei 105 emendamenti discende dall'applicazione dei criteri su materia e coperture.
La Commissione Bilancio del Senato esclude gli interventi che ampliano la spesa o riducono il gettito senza compensazioni adeguate, oltre alle proposte giudicate non strettamente connesse alla legge di Bilancio.
Nel confronto interno alla maggioranza, il Ministero dell'Economia difende una linea di prudenza legata al nuovo quadro di regole europee. La scelta di ridurre il perimetro degli emendamenti ammessi viene letta come un modo per preservare la credibilità dei conti pubblici e limitare il rischio di manovre espansive difficilmente sostenibili.
Affitti brevi, Isee e banche
Sul tavolo politico rimane il capitolo degli affitti brevi. L'ipotesi prevalente mantiene la cedolare secca al 21% sul primo immobile destinato alla locazione turistica, innalza l'aliquota al 26% dal secondo e inquadra il terzo come attività d'impresa, con l'obiettivo dichiarato di distinguere tra piccoli proprietari e operatori professionali.
Altro fronte aperto è la revisione dei parametri Isee e l'eventuale contributo aggiuntivo richiesto alle grandi banche, tramite una modulazione dell'Irap o di altri prelievi settoriali. Le proposte puntano a finanziare il rinnovo di alcune misure sociali e il taglio del cuneo fiscale, mantenendo un quadro stabile per famiglie e imprese.
Reazione e prossime tappe
La norma sull'oro di Bankitalia richiama l'attenzione delle Istituzioni europee, chiamate a valutare il rispetto delle competenze del Sistema delle Banche Centrali, mentre il Governo ribadisce che l'indipendenza dell'autorità monetaria resta garantita. Nelle prossime settimane il confronto si sposterà in Aula, dove la maggioranza punta a blindare l'impianto della manovra con pochi ritocchi mirati e tempi compatibili con l'entrata in vigore a inizio anno.
In parallelo prosegue il dialogo con le categorie interessate: associazioni dei proprietari, operatori del turismo, sistema bancario e parti sociali seguono l'evoluzione del testo.