Affittare casa in Italia pesa sempre di più sui bilanci familiari, soprattutto per chi muove i primi passi nel mondo del lavoro o degli studi universitari. Per il 2026 lo Stato conferma e in parte rimodula, tre strumenti di sostegno economico pensati per alleggerire il costo dei canoni di locazione:

  • Bonus giovani under 31, detrazione studenti fuori sede;
  • Incentivo per i neoassunti che si trasferiscono.

Tre misure diverse, tre platee differenti, ma un obiettivo comune: favorire autonomia abitativa e mobilità lavorativa. Ecco come funzionano, quanto si può risparmiare e quali requisiti rispettare.

Bonus affitto giovani 2026: detrazione Irpef per chi lascia casa dei genitori

Il sostegno più strutturale resta quello dedicato agli under 31 che scelgono di vivere da soli. Non si tratta di un contributo diretto, ma di uno sconto fiscale sull’Irpef inserito nella dichiarazione dei redditi. Possono accedere al beneficio:

  • Giovani tra 20 anni compiuti e 31 non ancora compiuti al momento della firma del contratto;
  • Con reddito annuo non superiore a 15.493,71 euro;
  • Che trasferiscono la residenza nell’immobile affittato, diversa da quella dei genitori.

Sono ammessi anche:

  • Affitto di una singola stanza;
  • Contratti cointestati (limite reddituale valutato per ciascun inquilino).

Esclusi invece:

  • Immobili di lusso,
  • Case popolari,
  • Affitti brevi o turistici.

Quanto si risparmia.

La detrazione corrisponde al 20% del canone annuo, con un minimo garantito di 991,60 euro e un tetto massimo: 2.000 euro l’anno. Il beneficio dura quattro anni, a condizione di mantenere età e requisiti di reddito.

Come fare domanda

Nessun modulo separato: basta indicare la spesa nel Modello 730, Quadro E, sezione canoni di locazione (codice 4). Fondamentale conservare contratto registrato, ricevute e certificato di residenza in caso di controlli fiscali.

Bonus studenti universitari: sconto del 19% per i fuori sede

Per chi studia lontano da casa è prevista una detrazione dedicata. L’obiettivo è aiutare gli studenti costretti a trasferirsi per frequentare l’università. Tra i requisiti è necessaria:

  • L'iscrizione a corsi di laurea triennale o magistrale;
  • Contratto d’affitto regolare;
  • Università ad almeno 100 km dal Comune di residenza (50 km nelle aree svantaggiate);
  • ISEE sotto i 20.000 euro;• rispetto dei requisiti di merito (CFU minimi);
  • Non aver ricevuto altri contributi pubblici per l’alloggio.

La detrazione è pari al 19% della spesa, calcolata su un massimo di 2.633 euro.

ll risparmio effettivo può arrivare a circa 500 euro l’anno. Anche in questo caso il beneficio si inserisce nella dichiarazione dei redditi.

Bonus affitti neoassunti: più vantaggi per chi è stato assunto nel 2025

Diverso il meccanismo per i lavoratori che cambiano città per un nuovo impiego. In questo caso, non intervento lo Stato con una detrazione, ma con un’agevolazione fiscale sui fringe benefit aziendali. In pratica, il datore di lavoro può rimborsare l’affitto e queste somme non vengono tassate entro certi limiti.

Assunti nel 2025. Chi ha firmato il contratto nel 2025 gode del regime più favorevole: fino a 5.000 euro l’anno esentasse per i primi due anni dall’assunzione. Un incentivo pensato per facilitare i trasferimenti professionali.

Assunti dal 2026. La Manovra non ha rinnovato il tetto maggiorato. Restano solo i limiti ordinari dei fringe benefit:

  • 1.000 euro per tutti i lavoratori;
  • 2.000 euro con figli a carico.

Attenzione: non è automatico. Spetta all’azienda decidere se riconoscerlo.

Un alleggerimento economico più che un vero contributo

Tra affitti in crescita e stipendi fermi, le agevolazioni 2026 rappresentano un aiuto utile ma non risolutivo. Restano strumenti fiscali, non assegni diretti: il risparmio arriva solo a posteriori, con la dichiarazione dei redditi. Per questo conoscere requisiti, limiti e modalità di richiesta diventa essenziale per non lasciare soldi sul tavolo. In ogni caso, la differenza è evidente: la misura per i lavoratori assunti nel 2025 resta la più generosa, mentre le altre due funzionano più come un alleggerimento parziale che come un vero contributo.