Finito il calciomercato, l'attenzione degli appassionati si dirige verso altri discorsi inerenti all'economia del calcio. Quanto è sostenibile oggi il modello economico dei club di Serie A? L’analisi dei bilanci relativi alla stagione 2024/25 realizzata da calcioefinanza mostra un sistema che continua a convivere con un livello di indebitamento strutturalmente elevato. Il confronto tra esposizione finanziaria e capacità di generare ricavi rappresenta uno degli indicatori più efficaci per misurare il reale equilibrio delle società professionistiche.

Debiti alti in Serie A

Nel complesso, i numeri del massimo campionato italiano evidenziano una criticità di fondo: i debiti lordi cumulati superano la soglia dei 4,8 miliardi di euro, mentre il fatturato aggregato si ferma poco sopra i 4 miliardi. Il rapporto tra queste due grandezze si attesta così intorno al 121%, segnalando come il sistema, nel suo insieme, continui a operare con un’esposizione superiore ai ricavi annui. Una condizione che rende molte società dipendenti da interventi esterni, rifinanziamenti e supporto diretto della proprietà.

Le differenze tra i singoli club sono però marcate. Alcune realtà presentano un livello di indebitamento che eccede di oltre due volte il fatturato stagionale.

In questi casi, la gestione ordinaria non è sufficiente a sostenere il peso della struttura finanziaria, rendendo indispensabile il ricorso a capitalizzazioni, prestiti soci o operazioni straordinarie. Si tratta di situazioni che riducono drasticamente i margini di manovra e aumentano la vulnerabilità in caso di calo dei ricavi o mancata partecipazione alle competizioni europee.

Un secondo gruppo di società mostra invece un rapporto debiti/ricavi comunque elevato, ma più contenuto. Qui incidono fattori differenti: per alcuni club pesano strumenti finanziari come il factoring, per altri la forte variabilità dei ricavi legata a eventi non ricorrenti, come competizioni internazionali o manifestazioni straordinarie.

In questi casi, la sostenibilità dipende in larga parte dalla continuità sportiva e dalla capacità di mantenere livelli di fatturato adeguati nel medio periodo.

Esistono poi situazioni più equilibrate, caratterizzate da un indebitamento inferiore al volume d’affari annuale. Questi club presentano una struttura finanziaria più solida, con un rapporto debiti/ricavi che consente maggiore flessibilità gestionale e minore esposizione ai rischi sistemici. Non si tratta necessariamente delle società con il fatturato più alto, ma di quelle che hanno mantenuto un controllo più rigoroso sui costi e sull’espansione del debito.

Nel complesso, il quadro che emerge è quello di una Serie A ancora lontana da un equilibrio strutturale uniforme.

Accanto a modelli più virtuosi convivono realtà fortemente esposte, in un contesto in cui la sostenibilità resta legata non solo ai risultati sportivi, ma soprattutto alla solidità finanziaria e alla continuità dei ricavi.

La classifica

Rapporto indebitamento lordo / fatturato (%)

  • Genoa – 235%
  • Como – 234%
  • Roma – 226%
  • Parma – 209%
  • Lazio – 193%
  • Cagliari – 186%
  • Verona – 150%
  • Juventus – 140%
  • Venezia – 126%
  • Empoli – 122%
  • Inter – 116%
  • Napoli – 103%
  • Torino – 97%
  • Udinese – 94%
  • Monza – 91%
  • Atalanta – 84%
  • Milan – 79%
  • Bologna – 70%
  • Fiorentina – 63%
  • Lecce – 52%

Il confronto sui debiti finanziari

L’analisi dei debiti finanziari netti, calcolata tenendo conto delle disponibilità liquide, offre una lettura sensibilmente differente rispetto al dato lordo.

Considerando il quadro complessivo, l’esposizione si riduce a circa 1,16 miliardi di euro, equivalente a circa il 29% dei ricavi totali: un valore che indica una più solida capacità del sistema di far fronte all’indebitamento grazie alle riserve di liquidità.

In questo scenario, l’unico club a superare la soglia del 100% è il Genoa (117%), mentre il Verona (88%) si colloca ancora su livelli elevati ma compatibili con un equilibrio finanziario. Tra le società di vertice, Juventus e Roma, entrambe al 57%, mostrano un indebitamento netto pari a poco più della metà del fatturato annuale, a dimostrazione di come la liquidità disponibile attenui in maniera rilevante l’impatto del debito rispetto ai valori lordi.

Il Napoli (-47%) emerge invece come il caso più emblematico di solidità finanziaria, presentando una posizione netta ampiamente positiva, con risorse liquide nettamente superiori all’ammontare dei debiti finanziari.