L’aumento dei costi dell’energia torna a preoccupare imprese e famiglie calabresi. A lanciare l’allarme è Casartigiani Calabria, che denuncia il rischio di una nuova ondata di rincari legata alla crisi geopolitica in Medio Oriente e alle tensioni internazionali che potrebbero avere effetti diretti anche sull’economia regionale.
Secondo l’associazione di categoria, il sistema produttivo calabrese potrebbe essere tra i più esposti alle conseguenze dell’instabilità internazionale, soprattutto a causa dei costi energetici già più elevati rispetto ad altre aree del Paese.
Una situazione che pesa in particolare sulle piccole imprese, spesso caratterizzate da margini ridotti e da una struttura produttiva fragile.
Chi rischia di essere colpito dai rincari dell'energia
"I nuovi rincari colpiscono famiglie e imprese calabresi con un’intensità maggiore rispetto al resto d’Italia", sottolinea l’associazione. Un problema che rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà di un territorio già segnato da ritardi infrastrutturali e da una crescita economica più lenta rispetto alla media nazionale.
Giovanni Misitano - coordinatore regionale di Casartigiani - avverte che eventuali ulteriori aumenti dei prezzi dell’energia in Calabria potrebbero avere conseguenze molto pesanti per l’intero tessuto produttivo locale.
Secondo le stime effettuate dall’associazione, l’impatto economico complessivo - riguardante la regione Calabria - potrebbe raggiungere 1,5 miliardi di euro tra perdita di sviluppo e ricadute sull’occupazione.
A complicare la situazione contribuiscono anche i danni causati dagli eventi meteorologici estremi registrati mese di gennaio e di febbraio, che hanno colpito diverse aree della regione creato ulteriori difficoltà alle imprese.
La proposta di Casartigiani Calabria ad Occhiuto
Per fronteggiare la situazione, Casartigiani Calabria ha avanzato una proposta articolata in tre punti rivolta al presidente della Regione, Roberto Occhiuto.
Il primo intervento riguarda una misura immediata: la creazione di un Fondo regionale di sostegno destinato a tutte le famiglie che si trovano in condizioni di povertà energetica e che possiedono un Isee basso e non coperte dal bonus nazionale.
Lo stesso fondo dovrebbe includere anche le imprese con meno di cinque dipendenti, considerate tra le più vulnerabili agli aumenti dei costi.
Il secondo asse del piano guarda al breve periodo e punta al potenziamento del Fondo regionale FEERI, già istituito dalla Regione. L’associazione propone inoltre una semplificazione delle procedure per accedere agli incentivi e la creazione di uno sportello regionale dedicato, eventualmente gestito con il supporto delle associazioni di categoria, per accompagnare le imprese negli investimenti in fotovoltaico ed efficientamento energetico.
Perché la Calabria dovrebbe puntare sulle fonti rinnovabili
Il terzo punto ha invece una prospettiva più ampia e riguarda la realizzazione di un Piano speciale per l’energia.
L’obiettivo è valorizzare il potenziale della Calabria nello sviluppo delle fonti rinnovabili, ancora oggi solo parzialmente sfruttato.
Tra le proposte avanzate da Casartigiani c’è anche la creazione di un consorzio regionale per l’energia che permetta alla Regione di negoziare direttamente i prezzi con le grandi multinazionali del settore e sviluppare una strategia strutturale il cui obiettivo è la produzione energetica locale.
"Si tratta di proposte concrete – conclude Misitano – il cui scopo è di rispondere alle esigenze delle imprese. Inoltre, si vuole favorire lo sviluppo economico della regione e trasformare la Calabria in un territorio produttore di energia". Dunque, mobilitarsi in fretta è fondamentale per fronteggiare le difficoltà economiche di una regione che allo stato attuale conteggia anche un'inflazione che pesa sul bilancio delle famiglie.