L’aumento dei prezzi di benzina e diesel mette sotto pressione famiglie e lavoratori italiani. Il caro carburante non riguarda solo chi si sposta quotidianamente per lavoro, ma influisce sul bilancio domestico e sulla spesa mensile. Di fronte alla mancanza di bonus statali generalizzati, aziende e governo offrono strumenti indiretti per ridurre il peso dei rifornimenti e si possono ottenere fino a 2.000 € di aiuti se si possiedono determinati requisiti.

Come il caro carburante colpisce i bilanci delle famiglie

Le famiglie sono tra le più colpite dall’aumento dei carburanti.

Con figli da accompagnare a scuola, attività extra-scolastiche e spostamenti per lavoro, le spese legate all’auto diventano sempre più consistenti. L’incremento del prezzo del diesel, in particolare, pesa sui nuclei con più spostamenti quotidiani e rende difficile gestire altre spese necessarie.

Lavoratori e costi del pieno: un problema quotidiano

Il caro carburante colpisce duramente anche i lavoratori, soprattutto quelli che percorrono molti chilometri per raggiungere l’ufficio o il cantiere. Per chi utilizza l’auto come mezzo principale di trasporto, il rifornimento diventa una voce fissa e pesante. In assenza di un bonus benzina universale, i fringe benefit aziendali rappresentano oggi la principale possibilità di contenere questi costi.

Aiuti aziendali tramite i Fringe benefit

Le aziende possono offrire ai dipendenti buoni benzina o carte carburante come parte del welfare aziendale. Questi strumenti permettono di affrontare il caro carburante senza pesare sul reddito imponibile, se rientrano nei limiti fissati dalla legge:

  • 1.000 euro annui per dipendenti che non hanno figli a carico

  • 2.000 euro annui per coloro che hanno uno o più figli a carico

I benefit esentasse comprendono anche alcune utenze domestiche come luce e gas, ma devono essere concessi direttamente dall’azienda.

Perché i lavoratori devono essere cauti

Se le soglie di esenzione vengono superate, anche di pochi euro, l’intero importo dei fringe benefit diventa imponibile.

Questo significa che il vantaggio fiscale svanisce completamente. Per i lavoratori, il monitoraggio dei buoni benzina, delle carte carburante e degli altri benefit aziendali. I dipendenti devono quindi essere cauti per evitare spiacevoli sorprese in busta paga.

Quale aiuto è previsto per le famiglie fragili

Oltre ai fringe benefit, alcune famiglie possono contare sulla Carta dedicata a te, destinata a nuclei con almeno tre componenti e redditi bassi. In passato, la carta poteva essere utilizzata anche per carburanti e trasporti pubblici, mentre nel 2025 è stata limitata ai soli alimenti.

Con il ritorno del caro carburante, il governo potrebbe estendere di nuovo l’uso della carta per benzina e diesel nel 2026, con decreto attuativo atteso entro luglio.

Bonus carburante universale? Non ancora

Nel 2026 non esiste un bonus benzina valido per tutti. Gli strumenti disponibili restano principalmente:

  • i fringe benefit aziendali per lavoratori

  • la Carta dedicata a te per famiglie più fragili

Si tratta di soluzioni mirate e non universali, che richiedono attenzione per essere utilizzate al meglio. In attesa di eventuali nuovi interventi, le famiglie e i lavoratori possono comunque ridurre l’impatto del caro carburante:

  • controllare costantemente il plafond dei fringe benefit per evitare il superamento delle soglie

  • sfruttare buoni benzina o carte carburante concessi dall’azienda

  • verificare la possibilità di utilizzare la Carta dedicata a te, se si rientra nei requisiti di reddito

  • informarsi sui bonus familiari tramite la piattaforma INPS Portale delle Famiglie, CAF e ISEE 2026

Questi strumenti, pur non sostituendo un bonus generalizzato, rappresentano un supporto concreto per contenere le spese legate ai carburanti.