Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato il 13 giugno 2026 a Manduria la chiara intenzione del governo italiano di trasformare la nuova Ilva in uno degli impianti siderurgici più moderni d'Europa. Questa dichiarazione, rilasciata a margine del Forum in Masseria, ha posto l'accento sull'importanza strategica della produzione di acciaio per l'economia e la sicurezza energetica del Paese.
Pichetto Fratin ha evidenziato come l’Italia sia già all'avanguardia nel settore, vantando le acciaierie più moderne del continente, e ha sottolineato che la strategia governativa mira a consolidare ulteriormente questa posizione.
Il ministro ha richiamato l’attenzione sulla necessità di trovare un equilibrio sostenibile tra le esigenze ambientali locali, le valutazioni delle istituzioni territoriali e gli interessi degli investitori industriali. Ha precisato che il progetto non può ridursi a una mera “operazione finanziaria”, rivelando che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MiMiT) sta attualmente valutando diverse proposte per il futuro dell’impianto.
La visione del governo per l'acciaio italiano
Il ministro ha ribadito con forza che l’Ilva rappresenta una risorsa fondamentale per l'Italia, capace di apportare un contributo significativo all'economia nazionale. Ha inoltre messo in guardia dal rischio di una dipendenza dall'importazione di acciaio, affermando che “se non hai il prodotto, rischi di pagare doppio quello che importi”.
Questa dichiarazione evidenzia il valore strategico dell’autosufficienza produttiva nel settore siderurgico, fondamentale per la stabilità economica del Paese.
Nel corso del suo intervento, Pichetto Fratin ha enfatizzato l'importanza delle condizioni ambientali locali, sottolineando la necessità di un coinvolgimento attivo delle istituzioni territoriali nella definizione delle strategie per il rilancio della nuova Ilva. Ha ribadito che la modernizzazione dell'impianto non deve essere concepita unicamente come un'operazione finanziaria, ma deve includere investimenti industriali concreti e una profonda attenzione agli equilibri ambientali e sociali del territorio.
Il ruolo strategico dell'ex Ilva nel panorama nazionale
L’ex Ilva di Taranto, oggi nota come Acciaierie d’Italia, si configura come uno dei principali poli siderurgici non solo in Italia ma anche a livello europeo. L'impianto è stato oggetto di numerosi interventi normativi e di programmi di risanamento ambientale, tutti volti a conciliare l'attività industriale con la tutela della salute pubblica e dell'ambiente circostante. Il sito produttivo, che si estende su una vasta area nella città di Taranto, ha storicamente rivestito un ruolo cruciale nell'economia locale e nazionale.
L'azienda opera con l'obiettivo di garantire la sostenibilità ambientale attraverso investimenti in tecnologie innovative e interventi di bonifica, in piena conformità con le direttive nazionali ed europee in materia di ambiente e sicurezza.
La gestione dell’Ilva continua a essere al centro dell'attenzione delle istituzioni e della società civile, con particolare riguardo agli impatti ambientali e sanitari sul territorio. Il governo ha costantemente ribadito il proprio impegno a sostenere la modernizzazione degli impianti e il rigoroso rispetto delle normative ambientali, nell'ambito di una strategia complessiva che mira a mantenere la produzione di acciaio in Italia e a ridurre la dipendenza dalle importazioni.