UniCredit ha aggiornato il mercato sulle adesioni all’offerta pubblica di scambio (OPS) lanciata su Commerzbank. Al 16 giugno 2026, le adesioni hanno raggiunto il 12,41%, in crescita rispetto all’11,91% registrato il giorno precedente. Considerando il 26,77% delle azioni già detenute, la banca italiana detiene ora una quota complessiva del 39,18% del capitale di Commerzbank. Questo aggiornamento si basa sulle comunicazioni obbligatorie relative ai risultati parziali dell’offerta, la cui prima fase si è conclusa alla mezzanotte del 16 giugno. È prevista una seconda finestra di adesione a partire dal 20 giugno.
L’OPS, avviata da UniCredit a maggio 2026, propone lo scambio di 0,485 azioni UniCredit per ogni azione Commerzbank. L’operazione ha suscitato l’attenzione del Governo tedesco, secondo azionista di Commerzbank con una partecipazione del 12%. Berlino ha fermamente respinto i piani di acquisizione, giudicando l’offerta economicamente inaccettabile per la mancanza di un adeguato sovrappremio rispetto al prezzo corrente delle azioni. La gestione della partecipazione statale in Commerzbank è affidata a un comitato direttivo che include rappresentanti della Cancelleria e dei ministeri delle Finanze, dell’Economia e della Giustizia.
Dinamiche dell'Offerta e Posizioni delle Parti
Il primo round dell’offerta pubblica di scambio di UniCredit su Commerzbank si è chiuso il 16 giugno 2026.
Le adesioni hanno mostrato una crescita costante, passando dall’11,91% al 12,41% nell’ultimo rilevamento. Con il 26,77% già in portafoglio, UniCredit raggiunge una partecipazione totale del 39,18% nell’istituto tedesco. Sono previsti tempi supplementari per l’offerta, con una seconda finestra di adesione che si estenderà dal 20 giugno al 3 luglio. Il completamento definitivo dello scambio azionario è atteso nel secondo trimestre del 2027, subordinato all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie per superare la soglia del 30% del capitale.
Contemporaneamente, il Governo tedesco ha ribadito la sua opposizione all’operazione, motivandola sia con ragioni economiche che strategiche, evidenziando l’importanza di preservare l’indipendenza di Commerzbank.
La direzione di UniCredit ha manifestato l’intenzione di modificare i vertici della banca tedesca qualora ricevesse un sostegno sufficiente dagli azionisti. Tale scenario implicherebbe la rimozione o la sostituzione di due membri del consiglio di vigilanza nominati dal Governo tedesco. Dal canto suo, Commerzbank ha presentato un reclamo all’autorità di vigilanza BaFin, contestando la condotta di UniCredit e l’utilizzo di strumenti finanziari per incrementare la propria posizione anziché tramite azionisti indipendenti.
Ruolo Strategico di Commerzbank e Contesto Istituzionale
Commerzbank, la seconda banca privata più grande della Germania, riveste un ruolo cruciale nel finanziamento dell’economia tedesca, in particolare per le piccole e medie imprese.
La partecipazione significativa del Governo tedesco, pari al 12%, è stata acquisita durante la crisi finanziaria del 2008 in cambio di un aiuto statale di 18 miliardi di euro. Questo ha garantito al Governo la nomina di due rappresentanti nel consiglio di vigilanza dell’istituto, attualmente Harald Christ e l’ex vicepresidente della Bundesbank Sabine Lautenschläger‑Pleiter.
La CEO di Commerzbank, Bettina Orlopp, e i dipendenti si sono espressi ripetutamente contro l’operazione. Hanno accusato UniCredit di fornire dati ingannevoli e di gonfiare artificialmente la propria posizione attraverso strumenti finanziari piuttosto che tramite il sostegno di azionisti indipendenti. Sebbene nella mattinata del 16 giugno il prezzo dell’offerta di UniCredit sia salito a 37,24 euro, superando per la prima volta il valore di mercato di Commerzbank (36,60 euro), non sono stati considerati gli effetti dei dividendi su UniCredit. I risultati definitivi della prima fase dell’offerta sono attesi nei giorni successivi alla chiusura.