Un calciomercato diverso dal solito quest'anno in Serie C. Non si prevedono spese folli soprattutro perchè è entrato in vigore il Salary Cup che limita non poco i club verso un calcio più sostenibile. L’obiettivo è quello di evitare il più possibile (fino a farle sparire del tutto) situazioni di fallimenti che negli ultimi anni hanno colpito club storici come Taranto, Turris, Rimini.

Entra in vigore il Salary Cup

Dal 1° luglio è partito ufficialmente il nuovo Salary Cap della Serie C, una misura introdotta dalla Lega Pro per limitare le spese dei club e rendere il campionato più sostenibile dal punto di vista economico.

La regola principale prevede che ogni società possa destinare agli stipendi dei tesserati al massimo il 50% del proprio Valore della Produzione, cioè dei ricavi risultanti dal bilancio. Dalla stagione 2027-28 il limite scenderà al 45%.

Nel calcolo rientrano stipendi, bonus individuali, diritti d'immagine e altri compensi fissi. Restano invece esclusi i premi legati ai risultati sportivi, come promozione, salvezza o qualificazione ai playoff. Per determinare il limite di spesa verranno considerati diversi ricavi delle società, tra cui incassi da stadio, diritti televisivi, sponsorizzazioni, plusvalenze e anche gli eventuali aumenti di capitale effettuati dai soci.

Limiti anche agli ingaggi: stop penalizzazioni, arrivano le multe

Il regolamento introduce anche un limite agli ingaggi dei singoli calciatori. Lo stipendio mensile non potrà superare 9.500 euro, cifra che potrà arrivare fino a 13.500 euro includendo premi e parte variabile del contratto. Il tetto annuo previsto è di 123 mila euro lordi. La Lega Pro controllerà il rispetto delle regole con verifiche programmate durante la stagione. Chi supererà i limiti non subirà penalizzazioni in classifica, ma dovrà pagare sanzioni economiche proporzionate allo sforamento. Le somme raccolte saranno destinate alla Riforma Zola, il progetto dedicato alla crescita dei giovani e allo sviluppo dei vivai.

L'obiettivo della riforma è quello di evitare spese fuori controllo e aiutare i club a mantenere conti più equilibrati, cercando di ridurre le difficoltà economiche che negli ultimi anni hanno coinvolto diverse società di Serie C.