Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha formalmente disposto l'avvio di misure volte a rimuovere i prodotti di origine canadese dai programmi di fornitura federali noti come Multiple Award Schedules, gestiti dalla General Services Administration (GSA). Questa significativa decisione è stata comunicata ufficialmente a Washington l'8 settembre 2026, un giorno che ha visto anche l'entrata in vigore di nuovi dazi di ritorsione imposti dal Canada su beni statunitensi, il cui valore complessivo supera i 20 miliardi di dollari.
Il provvedimento presidenziale coinvolge direttamente due importanti enti federali: la General Services Administration, identificata con la sigla GSA, e l'Ufficio del rappresentante degli Stati Uniti per il commercio, abbreviato in USTR.
Il presidente Trump ha impartito istruzioni precise alla GSA affinché, in stretta collaborazione con l'USTR, adotti tutte le azioni necessarie per escludere i prodotti di provenienza canadese dagli elenchi di fornitura dell'agenzia federale. Tale esclusione è condizionata al ripristino, da parte di Ottawa, di una reciprocità piena ed equa negli appalti pubblici e nei rapporti commerciali, come esplicitamente richiesto dall'amministrazione statunitense.
La contestazione sugli appalti pubblici canadesi
La motivazione fondamentale alla base di questa drastica decisione risiede nella contestazione di un presunto trattamento sfavorevole e iniquo riservato alle imprese statunitensi nell'ambito degli appalti pubblici canadesi.
Il presidente Trump ha sostenuto con fermezza che il governo canadese, unitamente alle sue province, avrebbe sistematicamente escluso sia le piccole imprese che le aziende americane di maggiori dimensioni dai propri mercati di approvvigionamento pubblico. Il testo del provvedimento chiarisce che la rimozione dei beni canadesi dai programmi di fornitura statunitensi è direttamente collegata alla richiesta che il Canada ripristini una "reciprocità piena ed equa per gli agricoltori e le aziende americane", garantendo parità di condizioni.
Il settore specifico interessato da questi programmi di fornitura federali, gestiti dalla GSA attraverso le sue Multiple Award Schedules, rappresenta un volume d'affari annuale stimato in ben 50 miliardi di dollari.
La misura si applica in modo mirato ai prodotti di origine canadese che sono attualmente inseriti nei canali di acquisto federali. È cruciale sottolineare che questa disposizione non deve essere interpretata come l'imposizione di un nuovo dazio, bensì come una chiara e diretta rimozione dei prodotti canadesi dagli elenchi e dai programmi di fornitura pubblica statunitensi gestiti dalla GSA, influenzando significativamente le opportunità commerciali.
Il quadro dei dazi canadesi
L'azione intrapresa dagli Stati Uniti in merito agli appalti pubblici si inserisce in un contesto più ampio e complesso di confronto commerciale tra Washington e Ottawa. L'8 settembre 2026, infatti, sono entrati in vigore dazi canadesi che colpiscono beni statunitensi per un ammontare complessivo superiore a 20 miliardi di dollari. Questo sviluppo segna un'ulteriore escalation nelle tensioni commerciali tra i due paesi, con ripercussioni significative per le rispettive economie e per il commercio bilaterale.