Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha tenuto un importante incontro ad Ancona la mattina del 2 ottobre 2026 con una delegazione del distretto calzaturiero Fermano-maceratese. L'appuntamento, focalizzato sulle prospettive di riconoscimento europeo per i prodotti artigianali e industriali, ha visto la partecipazione di figure chiave del settore e delle istituzioni.

La delegazione del distretto era guidata da Germano Craia, presidente del Consorzio, e all'incontro ha preso parte anche Giacomo Bugaro, assessore della Regione Marche con deleghe allo Sviluppo economico, all'Industria, alla Zes, alla Logistica e all'Energia.

Al centro del dibattito vi erano le significative opportunità offerte dal nuovo sistema europeo di tutela delle Indicazioni geografiche protette (IGP) per i prodotti non agricoli, comunemente noto come Igp non-agri.

In questo contesto, il distretto calzaturiero Fermano-maceratese ha già compiuto un passo fondamentale, presentando la propria domanda per tale riconoscimento. Questa iniziativa rappresenta la prima candidatura delle Marche e si trova attualmente in una fase di avanzato esame, dimostrando l'impegno del territorio nella valorizzazione delle proprie eccellenze manifatturiere.

Il ruolo pionieristico del distretto calzaturiero

Durante l'incontro, il ministro Adolfo Urso ha evidenziato il ruolo pionieristico del Consorzio del distretto calzaturiero Fermano-maceratese.

Ha sottolineato come la loro iniziativa abbia di fatto «aperto la strada» al riconoscimento europeo come indicazione geografica per i prodotti non agricoli. Urso ha espresso il forte auspicio che questo percorso virtuoso possa essere presto intrapreso anche da altre imprese marchigiane, con l'obiettivo primario di tutelare e valorizzare i prodotti tipici e le specificità del territorio.

Il ministro ha inoltre ribadito l'importanza del legame indissolubile tra manifattura, territorio e qualità, elementi che definiscono l'identità del Made in Italy. Nel suo discorso, ha descritto il Made in Italy come «storia, cultura, arte del saper fare, eccellenza riconosciuta nel mondo», enfatizzando il valore intrinseco e la reputazione globale dei prodotti italiani.

La procedura di riconoscimento Igp, ha aggiunto Urso, è fondamentale per la tutela del patrimonio di saperi e delle tradizioni che sono l'essenza del manifatturiero italiano.

Il contesto normativo delle IGP non-agri

Il sistema nazionale per le Indicazioni geografiche protette non agricole (Igp non-agri) è entrato pienamente in funzione in Italia a partire dal 7 maggio 2026. Questa operatività è stata resa possibile dalla pubblicazione, avvenuta nella Gazzetta Ufficiale, del decreto legislativo 2 aprile 2026, n. 51. Tale decreto rappresenta un passaggio chiave, poiché adegua l'ordinamento giuridico italiano al Regolamento UE 2023/2411, che disciplina specificamente la protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali a livello europeo.

A livello nazionale, il decreto legislativo ha chiaramente identificato il Ministero delle Imprese e del Made in Italy come l'autorità competente per gestire l'intera fase di registrazione. Questo compito viene svolto attraverso la Direzione generale per la proprietà industriale-Ufficio italiano brevetti e marchi, garantendo un processo strutturato e ufficiale per la tutela e la valorizzazione delle eccellenze manifatturiere italiane.