A Genova, il 3 ottobre 2026, lo studio Yachting tourism and economic contribution, presentato al 66esimo Salone Nautico Internazionale, ha evidenziato il ruolo del comparto superyacht in Italia. Nel 2025, il segmento ha generato un impatto economico diretto di 5,7 miliardi di euro, suddiviso in 3,6 miliardi di spesa operativa (63%) e 2,1 miliardi di consumi turistici (37%).

Nonostante l'impatto economico, le infrastrutture dedicate sono limitate: solo il 2% dei posti barca italiani è per unità oltre i 24 metri. Liguria e Toscana concentrano metà della capacità di accoglienza per i superyacht nell’offerta portuale di grandi dimensioni.

Il peso dei superyacht nella flotta

I superyacht rappresentano il 3% della flotta attiva in Italia, ma generano il 42% dell’impatto economico diretto. Includendo le unità tra 18 e 24 metri (yacht premium), queste arrivano al 7% della flotta e al 55% dell’impatto. La concentrazione della spesa nei segmenti di fascia alta evidenzia il loro ruolo nel sostenere imprese locali, occupazione e l'ecosistema del Made in Italy.

Nel 2025, la flotta mondiale di superyacht ha raggiunto 10.900 unità, con una crescita media annua del 4,1% dal 2018. Di queste, 2.200 unità (un quinto del totale) hanno navigato lungo le coste italiane. L’Italia si conferma così hub industriale e destinazione per il turismo nautico di fascia alta.

Permanenze, refit e servizi

Lo studio segnala una differenza tra superyacht stanziali a bandiera italiana e unità stagionali estere: le prime generano una spesa annua cinque volte superiore. Le priorità indicate riguardano riqualificazione degli asset, qualità dei servizi, connettività delle destinazioni, politiche di prezzo e esperienze differenziate per ciascun segmento di clientela.