Genova – Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica, ha sollevato una questione cruciale riguardante la capacità ricettiva italiana per le imbarcazioni di lusso. Durante il 66° Salone Nautico Internazionale di Genova, nel contesto della presentazione dello studio "Yachting Tourism and Economic Contribution", realizzato da Deloitte in collaborazione con la stessa Confindustria Nautica, Formenti ha dichiarato in modo esplicito che soltanto il 2% dei posti barca disponibili in Italia è attualmente attrezzato per accogliere i superyacht, ovvero le unità che superano i 24 metri di lunghezza.
Questa marcata limitazione nella capacità di accoglienza si concentra prevalentemente in due regioni chiave del settore nautico, la Liguria e la Toscana, le quali insieme offrono circa la metà degli approdi idonei per questo segmento di mercato in costante crescita.
La situazione attuale, come sottolineato da Formenti, rende indispensabili interventi urgenti volti a completare l'indispensabile rete infrastrutturale nel Mezzogiorno e a promuovere una profonda riqualificazione degli spazi portuali già esistenti. Il presidente di Confindustria Nautica ha enfatizzato l'importanza di una rimodulazione e un adeguamento strutturale dei porti alle esigenze specifiche di un mercato che richiede infrastrutture di livello superiore, capaci di soddisfare pienamente le aspettative della clientela dei superyacht.
In questo scenario, è stato ribadito con forza l'auspicio per un rapido e incisivo intervento governativo e per l'approvazione celere dei provvedimenti normativi attualmente in fase di esame, considerati elementi cruciali per sbloccare e incentivare gli investimenti necessari al rilancio e allo sviluppo del settore.
La sfida strategica dei posti barca per i superyacht
Il segmento dei superyacht rappresenta un'eccellenza in cui il Made in Italy detiene un ruolo di primo piano a livello mondiale, riconosciuto per la qualità e l'innovazione. Tuttavia, per mantenere e rafforzare questa posizione di leadership, è fondamentale disporre di una rete infrastrutturale moderna, efficiente e ben integrata con l'offerta turistica e territoriale complessiva.
La problematica non si limita alla mera costruzione di nuove opere, ma abbraccia anche una gestione più efficace e un utilizzo ottimale degli spazi portuali esistenti, una chiara regolamentazione del demanio marittimo e un coordinamento sinergico tra le diverse articolazioni istituzionali coinvolte. Si tratta di una questione complessa che richiede un approccio sistemico e integrato.
Il quadro presentato durante l'importante appuntamento genovese evidenzia una distribuzione non uniforme della capacità ricettiva dedicata alle imbarcazioni di maggiori dimensioni. La significativa concentrazione di circa il 50% dell'offerta tra Liguria e Toscana rende ancora più evidente la necessità impellente di potenziare e completare la rete nel Mezzogiorno.
Per Formenti, una strategia efficace e lungimirante deve necessariamente abbracciare la regolazione normativa, una politica industriale chiara e definita, una gestione oculata del demanio e tutte le attività operative connesse agli spazi demaniali, considerandoli parte integrante di un unico, coerente e strategico perimetro di intervento.
Il contesto dello studio Deloitte sul turismo nautico
L'intervento di Piero Formenti si è inserito nel contesto della presentazione dello studio "Yachting Tourism and Economic Contribution", un'importante ricerca curata da Deloitte in collaborazione con Confindustria Nautica. Questo studio fornisce un quadro analitico essenziale per comprendere le dinamiche del settore e supportare le future strategie di sviluppo.