Tante volte in tutti questi anni, da quando cioè l'Unione Europea è entrata a far parte della nostra vita, abbiamo udito quello che ormai è diventato uno dei più noti luoghi comuni, ovvero la celebre frase: "E' l'Europa che ce lo chiede".



Ognuno di noi avrà fatto le proprie, personali considerazioni sul concetto di sacrificio per il bene dell'Europa e se, al momento dell'introduzione della moneta unica o quando le frontiere sono state abbattute, abbiamo avuto una percezione più realistica di quale fosse il concetto di 'Unione Europea', ci risulta sempre difficile sacrificare qualcosa di nostro, di personale, perchè, come si diceva prima, "ce lo chiede l'Europa".



In questi ultimi anni, ciascun cittadino italiano si è reso conto che il cammino economico dei Paesi che formano l'Unione Europea non procede alla stessa velocità: non sappiamo, e forse non lo sapremo mai, se l''andamento lento' dell'Italia sia dovuto, in gran parte, ad errori politici commessi in passato, quando forse i Governi che si sono succeduti nel nostro Paese non hanno saputo riconoscere in tempo il declino economico che ci stava inevitabilmente ingabbiando.



Tant'è che non possiamo fare a meno di negare l'evidenza dei fatti che vuole, in questo momento, uno Stato 'in fuga' (ovvero la Germania) e tutti gli altri Paesi che cercano di stargli dietro; chi pedala alla sua ruota con fatica, chi, invece, come l'Italia, si è 'staccato' dal gruppetto di testa e viene tenuto in gara soltanto grazie a qualche aiutino ai limiti del 'controllo antidoping'.



'E' l'Europa che ce lo chiede" così ci viene detto e ripetuto: così l'Italia è costretta a sudare ancora di più, ad alzarsi sui pedali, con il caldo e con il freddo, per cercare di star dietro al leader della corsa. 

Non è la Germania che deve rallentare la velocità: semmai, sono le 'altre' a doverle stare dietro, perchè ormai siamo in gara e sarebbe da stupidi ritirarsi proprio ora, dopo aver fatto tanta fatica per restare nel gruppo.

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'E' l'Europa che ce lo chiede", ma la lingua, lo sappiamo ormai, è quella tedesca.