Le elezioni europee sono in vista; cosa manca ai cittadini europei di oggi? La consapevolezza, cioè quasi tutto.

Partiamo dalla consapevolezza di "essere europei". Lo abbiamo voluto (se così si può dire) sin dal 1952, anno di adesione dell'Italia all'Unione Europea. Siamo stati tra i primi, ma oggi buona parte del continente fa parte di questo partenariato economico e politico, unico nel suo genere. E' sulle rovine della seconda guerra mondiale, infatti, che è nata l'idea di un mercato unico. Il commercio e la cooperazione economica tra i paesi avrebbe dato come risultato un'interdipendenza che avrebbe ridotto i rischi di conflitti tra i Paesi coinvolti.

Da quell'unione di mercati, i cambiamenti avvenuti sono considerevoli, tanto nel 1993 il nome CEE è stato sostituito da Unione europea (UE); l'unione puramente economica è diventata attiva in una serie di settori, non ultimo quello delle politiche per la tutela ambientale.

Informazioni molto semplici da reperire (se si desidera) oppure materia di studio, ma in quanti ricordano tutto o sono disposti ad aggiornarsi? Chi sa quanti sono i paesi che attualmente compongono l'Unione europea? 28 realtà delineano oggi la complessa Unione Europea che si affaccia alle prossime elezioni (che si terranno dal 22 al 25 maggio 2014) per il mandato quinquennale del Parlamento europeo, il cui compito è legiferare, insieme al Consiglio dell'UE, sulla politica dell'Unione.

L'Europa ci ha introdotti più che mai nel concetto di "glocal"; siamo immersi quotidianamente in realtà locali che in realtà ci mettono in connessione con ambienti ben lontani dai nostri.

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Certo, l'Europa non rappresenta l'intero globo, ma ci dà l'idea di cosa significa "andare oltre e sentirsi comunque vicini alle proprie radici". Anche qui, però, manca un pezzo, e siamo alla seconda grande fetta che viene a mancare quando parliamo di Europa: il viaggio. In quanti ne hanno visitato almeno metà? Come si fa a sentirsi europei se siamo stati sempre e solo italiani?

Gli incentivi non mancano grazie ai programmi europei per i giovani: Servizio volontario europeo, meglio conosciuto come SVE (con il payoff "Ti mandiamo a quel paese. Gratis" si dovrebbe riassumere bene in cosa consiste), progetto Erasmus (possibilità per uno studente universitario europeo di frequentare per un periodo limitato una università straniera legalmente riconosciuta dalla propria), progetto Leonardo (finanziato dalla Commissione Europea, sostiene progetti di formazione ed educazione all'estero). L'Europa suggerisce, in un certo senso, di spostarsi subito piuttosto che diventare adulti senza un'idea di come si viva all'estero.

"Agire, reagire, decidere" recita la campagna per le prossime elezioni europee. E' ora di cominciare a riflettere su cosa manca all'Europa oggi. Una grande Europa si riflette nella cultura dell'area e nella consapevolezza delle differenze tra i vari paesi dell'Unione, proprio quelle che ne fanno un'area diversificata, ma unita.