È in crescita il numero dell'abbandono minorile. Ed i dati più preoccupanti arrivano dai Paesi dell'Europa dell'est. E poiché non esiste una contabilità ufficiale, rimane pressoché impossibile fotografare nitidamente il tragico fenomeno. Ed allora qual è la situazione? In passato un tentativo fu fatto da un gruppo di ricercatori del Centro di Psicologia Forense e della Famiglia della Università di Nottingham, Gran Bretagna.

Il lavoro, finanziato dal programma Daphne, della Commissione europea, ha interessato tutti i Paesi dell'Unione europea ed è stato svolto sui bambini abbandonati negli ospedali, nelle unità di maternità ed in quei luoghi che consentono i genitori di abbandonare i neonati -in maniera anonima- servendosi delle "ruote degli esposti".

La ricerca ha fatto emergere che la percentuale di abbandono del bambino, all'interno della Comunità europea, è molto alta.

Ed una ragione principale è stata individuata nella particolare Crisi economica, che sta soffocando milioni di famiglie sbattute fuori dal mondo del lavoro e dalla società. E che difficilmente riavranno un'altra opportunità  di reinserimento in un pur minimo contesto sociale.

E non è tutto. Gli studiosi hanno pure dovuto constatare che sono pochi i Paesi che utilizzano un registro nazionale dei bambini abbandonati. E ciò non consentirebbe di conoscere fino in fondo tutte le cause e le conseguenze del fenomeno. Tuttavia, nonostante una situazione nebulosa, delle bandierine nere dell'abbandono dei minori sono state assegnate alla Romania (9 su mille), Slovacchia (4 su mille), Polonia e Lituania (2 su mille), Francia (1 su mille). I Paesi che hanno in funzione la ruota sono Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Italia, Lettonia, Polonia, Portogallo e Slovacchia.

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Una pratica che risale al medioevo, ma che vale la pena farne pubblicità se può essere utile a salvare anche una sola vita umana.

Come deve essere segnalato che in diversi Paesi - fra cui l'Italia- la donna può partorire in maniera anonima, lasciando il neonato nella struttura sanitaria, che si attiva per mettere in campo l'adozione. Contro l'abbandono -più in generale- il tema è spesso sottovalutato. Talvolta si dimentica che si tratta di una vera e propria emergenza. In Italia, grazie alle strutture esistenti in varie regioni, si può stimare che circa 15000 minori vivono nelle comunità residenziali e 16000 si trovano con le famiglie affidatarie che dovrebbero assicurare un adeguato clima familiare. Anche se da Pescara -la tragica cronaca è di questi giorni- un padre ha soffocato il bimbo nel sonno, suscitando nell'opinione pubblica sconcerto e sgomento. L'omicida dovrebbe essere un 47enne informatico, collassato psicologicamente dato che soffriva di disturbi psichici, mentre la vittima è il figlio adottivo di 5 anni di origine russa di nome Maxim. Ma evidentemente deve esserci stato qualche difetto nella scelta dei genitori ed un po' di latitanza da parte dei servizi sociali.