Oggi una giornata decisiva per il Consiglio europeo impegnato nelle nomine del top jobs che vedrà tra le favorite Federica Mogherini (Ministro degli esteri italiano) quale rappresentante della politica estera all'UE, nella nomina di Ministro degli Esteri europeo, un incarico importante ed una sicura vittoria, se ciò avverrà, del premier Renzi che è riuscito ad imporre la sua candidatura con il suo disinvolto savoir-faire, guadagnandosi il favore della Cancelleria tedesca, Angela Merkel e del presidente francese Hollande, sbaragliando avversari che ambivano alla stessa carica, in special modo quelli dell'Europa dell'Est, tra le polemiche e le simpatie filo-russo dimostrate da Federica Mogherini.

La commissione in Europarlamento che la dovrà esaminare per nulla tenera proponendole domande durissime e cercherà di farla cadere in trabocchetti come del resto è stato fatto all'epoca a Rocco Buttiglione (candidato proposto da Berlusconi) su temi importanti quali posizioni cattoliche e conservatrici su famiglia e sul problema della omosessualità e sulle quali lo stesso è scivolato duramente, infatti si è dimissionato. La simpatia che Federica Mogherini dimostra verso il presidente Putin potrebbe essere un ostacolo, specialmente in questo periodo di sanzioni fra Est e Occidente, quindi, nonostante l'appoggio sia tedesco che francese dovrà essere talmente in gamba da svincolare dalle trappole tese dagli esaminatori.

Il premier Renzi con il presidente Hollande francese caldeggiano una poltrona importante che ricopre all'interno del Consiglio europeo, la poltrona dell'Economia (che fino ad oggi è stata ricoperta da personaggi rigorosi quali sono Rehn e Katainen) per il loro favorito, il francese Pierre Moscovici, un personaggio socialista che guarda con benevolenza al riformismo sul quale puntano i due premier, nonostante la rigorosa e ferrea Cancelliera tedesca, Angela Merkel abbia delle dei forti dubbi in quanto lo reputerebbe poco incline alla flessibilità e 'troppo morbido' sui conti, chi vincerà fra lei, donna tutta di un pezzo, e i premier Renzi e Hollande?

Altre posizioni sono la sostituzione di Herman van Rompuy che alla scadenza dell'anno dovrebbe essere sostituito dal premier polacco Donald Tusk, mentre Djissenbloem lascerà l'incarico della direzione alle Finanze allo spagnolo De Guindos che guiderà al suo posto l'Eurogruppo.

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Una sorta di equilibrio esiste fra i vincitori delle elezioni di maggio, i popolari e i socialisti che sono alquanto agguerriti per mettere un argine alla marea degli euro-scettici, in primo piano la Cancelleria tedesca, Angela Merkel, spera ma con un dubbio di collocare il suo favorito Gunter Ottoinger nella poltrona del Commercio Estero, un posto chiave, pur sapendo della sua poca conoscenza dell'inglese, e su questa mancanza poggiano le speranze della svedese Cecilia Malmstroen; Katainen passerebbe dall'Economia all'Industria, favorito per l'Agricoltura è lo spagnolo Canete mentre per l'agenda digitale il lettone Ansipp sarebbe il favorito.

In particolare bisogna tener conto che il presidente della Commissione dell'Unione Europea ha precisato che sarebbe meglio caldeggiare le candidature femminili, denominate quota rosa, quindi potrebbe cambiare qualcosa all'interno di tutto l'insieme al di là dei favoritismi e intrallazzi che si possono avere avuti nell'appoggiare questo o quel personaggio, comunque sabato si avranno le decisioni finali e vedremo quale sarà il vertice ultimo del Consiglio europeo.