Quando il livello sociale di sicurezza si abbassa, aumenta da parte della società l'accettazione delle operazioni di difesa e tutto questo fa gioco alla politica e alla distribuzione delle risorse finanziarie. "Un nuovo attacco terroristico influenzerà fortemente l'accettazione sociale della difesa e delle operazioni di sicurezza" e ciò rafforzerà l'industria della Difesa. E' questo, in due parole, il concetto contenuto nel testo di uno studio condotto nel 2009 dalla TNO, un'organizzazione olandese di ricerca che lancia delle raccomandazioni politiche. In esso si pone l'accento sui fattori chiave che mirano a sviluppare il settore industriale della Difesa in ambito europeo.

Lo studio ha un titolo: "Sviluppo di una base industriale e tecnologica della Difesa Europea" che tratta la Difesa come un mercato con tanto di domanda e di offerta, caratterizzato dalla "dipendenza dei governi nazionali". I governi nazionali sono i clienti di questo mercato che acquistano prodotti e servizi e che regolano il mercato stesso. Perciò, il documento evidenzia che tali clienti e tale mercato vanno considerati con la massima attenzione se si vuole "creare con urgenza una base industriale per la Difesa Europea efficace ed efficiente, capace di giocare un ruolo globale nel settore della difesa".

Per fare questo, c'è bisogno di valutare quali fattori influenzano l'accettazione sociale delle operazioni di difesa. Per dar modo ai governi di 'allocare i budget', la sensazione sociale d'insicurezza che un attacco terroristico (associato al fenomeno dell'immigrazione globale) può innescare non fa che rafforzare l'industria, il 'mercato' di domanda e di offerta della Difesa Europea.

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Internet e i media giocano un ruolo fondamentale sull'accettazione sociale della Difesa attraverso la diffusione di immagini che creano terrore e fomentano l'opinione pubblica spingendo il pubblico anche a fare pressione sul governo anche per organizzare operazioni umanitarie.

Queste cosiddette operazioni umanitarie fanno parte del gioco della sicurezza allo scopo di rafforzare l'industria della Difesa. I cittadini vanno persuasi che la guerra è necessaria, è 'cosa buona', e questa strategia vale anche per lo sviluppo di un'altra industria, i cosiddetti aiuti umanitari, un buon modo per far circolare budget nell'industria della Difesa.

La TNO, fondata nel 1932, è l'unica organizzazione a sviluppare studi per enti governativi e pubblici e a dettare le politiche per conto del Ministero della Difesa nei Paesi Bassi che secondo un decreto reale non può farlo direttamente. La TNO si avvale di un Consiglio di Ricerca per la Difesa condotto da J.W.Kelder, militare che ha preso parte alle operazioni Desert Shields e Desert Storm a seguito dell'invasione del Kuwait eseguita dall'Iraq.

Lo studio della TNO è stato sottoposto alla Commissione Europea nella sezione di "Enterprise and Industry" (ndr. Impresa e Industria), una sezione che è attualmente condotta dal commissario Elzbieta Bienkowska e che ha una certa influenza sulle politiche dell'industria della Difesa.

Diventa palese, ufficiale e chiaro il concetto che all'industria bellica facciano comodo gli attacchi terroristici. A che servono le parole di pace di Papa Francesco o di altri capi religiosi se dobbiamo accettare non solo l'idea ma il dato di fatto che la Difesa Europea sia un'industria con un mercato di domanda e di offerta che auspica minacce e attacchi terroristici per sopravvivere e assicurarsi i suoi budget?