È allarme dal centro studi di Confindustria: "Senza inversione di tendenza sarà eutanasia da euro". Senza un'adeguata correzione la moneta unica europea imploderà per via della deflazione. La Germania, considerata la maggiore responsabile degli squilibri esistenti nella bilancia dei pagamenti tra i Paesi dell'Eurozona, viola le regole europee (fissate proprio per evitare squilibri) da otto anni esportando più di quanto è consentito.

Secondo Vito Lops del Sole 24 Ore, la Germania guadagna anche dalla deflazione che coinvolge l'Eurozona.

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Con la deflazione del Sud Europa in che modo la Germania ci guadagna? Prestando soldi al Sud Europa ha accumulato molti crediti (oggi la posizione creditoria è di circa 500 miliardi) e questi crediti sono in particolare debiti dell'Italia (197) e della Spagna (211).

La deflazione o bassa inflazione è un vantaggio del Paese creditore che incassa i crediti in valuta buona e non svalutata. È un vantaggio anche per i risparmiatori tedeschi, in particolare i pensionati, visto che in Germania la ricchezza finanziaria è in gran parte costituita da titoli finanziari e fondi pensione.

Il saldo tedesco delle partite correnti (cioè la differenza tra esportazione e importazione in beni e servizi di un Paese) nel 2014 è risultato superiore al 7,1% del Pil. Dal 2002 la Germania esporta più di quanto importa e da 8 anni (dal 2007 al 2014) lo fa violando le regole europee secondo cui non si può generare un saldo positivo superiore al 6% del PIL nella media di 3 anni. Per aggiustare i conti i Paesi in deficit dell'Eurozona sono stati costretti a recuperare competitività di prezzo generando deflazione.

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Questa imposizione al Sud Europa porta inesorabilmente i Paesi in deficit ad un processo di deindustrializzazione e a diventare un'area da mercato di sbocco per il Nord Europa a scapito della competitività industriale. Un mercato di sbocco è comodo per la Germania perché genera il 51% del Pil dalle esportazioni.

Secondo il Csc, la Germania deve convertire con urgenza la propria economia dall'export ai consumi e agli investimenti per aiutare l'Eurozona ad uscire da questa spirale altrimenti si andrà incontro a un'eutanasia per l'euro, che danneggerà tutti. Pare che la Germania non abbia alcuna intenzione di smettere di esportare in sovrappiù malgrado le ripetute sollecitazioni da parte della Commissione Europea e le critiche degli USA e del Fondo Monetario Internazionale. La Germania, definita la locomotiva d'Europa, sottraendo ricchezza agli altri Paesi europei a suo vantaggio rischia di far deragliare il treno trascinando l'Europa nel burrone.