Che Usa e Russia siano tornate alla Guerra Fredda è un dato di fatto obiettivo, dopo la distensione messa in atto negli anni '80 dal Presidente statunitense repubblicano Ronald Reagan e il Primo ministro dell'URSS Michael Gorbaciov. Una pace che è durata quasi un trentennio, ma che ora rischia di naufragare per le politiche estere rispettive messe in atto da entrambi i Paesi. Se infatti la Russia sotto il potere di Vladimir Putin sembra non voler accettare l'indipendenza delle ex Repubbliche socialiste sovietiche che stanno aderendo gradualmente tutte all'UE e alla NATO, dall'altro c'è un'eccessiva ingerenza di queste ultime nei fatti politici interni dei Paesi balcanici.

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Il che fa sentire i russi stessi circondati ed in pericolo.

Ma in queste ultime ore sembra proprio che si vada perfino oltre una Guerra Fredda e si arrivi dove neppure all'apice di questa – tra gli anni '50 e '60 – si è arrivati.

Ossia a una guerra vera e propria tra le due superpotenze. Le notizie che ha lanciato l'autorevole New York Times, che ha citato fonti americane e alleate, fanno preoccupare non poco. Vediamo perché.

Massiccio dispiegamento militare americano nei Balcani

Il giornale parla di uno sforzo che coinvolgerà fino a 5 mila soldati Usa, oltre che molteplici mezzi militari pesanti. A spingere la Nato verso questa decisione sarebbe stato l'allarme scatenato dall'annessione da parte della Russia della Crimea e la guerra in Ucraina. Secondo gli esperti militari, comunque, tale spiegamento programmato sarebbe irrisorio rispetto a quello che la Russia potrebbe esibire contro le nazioni della Nato ai suoi confini. Ma sarebbe un segnale, un deterrente, non indifferente. Il piano del Pentagono necessita ancora dell'approvazione del Segretario alla Difesa Ashton B.Carter e della Casa Bianca.

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Inoltre vi sono ancora reticenze politiche, soprattutto per il rischio di una ferma reazione russa. Del resto, le elezioni presidenziali in America si avvicinano e i democratici potrebbero perdere consensi dalla frangia pacifista del proprio elettorato, fino ad ora abbastanza accontentato da Obama.