La Commissione Europea interviene per mettere un freno al "protezionismo", dopo che diversi governi dell'Unione sono intervenuti con leggi a difesa degli interessi delle categorie che si sentono minacciate dall'avanzare della "sharing economy", servizi come Uber e Airbnb, che suscitano proteste, rispettivamente, tra i taxisti e gli albergatori, ma anche altri servizi, come blablacar, che mette in contatto chi vuole condividere un viaggio in auto. Diversi governi europei hanno posto paletti a queste applicazioni mediante dei regolamenti, rendendo necessario l'ottenimento di autorizzazioni e altre pratiche che l'UE intende limitare.

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L'intervento dell'UE in favore della sharing economy

Le nuove linee guida elaborate da Bruxelles, che non sono vincolanti, chiedono ai governi dei paesi aderenti di limitare allo "stretto necessario" l'adozione di leggi che impongono l'ottenimento di autorizzazioni o licenze a coloro che offrono servizi di "sharing economy".

L'UE ritiene che le nazioni dovrebbero intervenire solo quando ci sono in ballo obiettivi rilevanti di pubblico interesse, e la messa al bando di questi servizi viene proposta come "ultima istanza". Le linee guidano sconsigliano di rendere obbligatorio l'ottenimento di autorizzazioni, quando l'attività delle piattaforme si limita all'intermediazione tra chi offre il servizio e l'utente finale.

Le proteste dei taxisti contro Uber

In diverse nazioni europee, Italia compresa, le organizzazioni di categoria dei tassisti hanno organizzato manifestazioni o iniziative di protesta, per chiedere al governo di intervenire per limitare, regolamentare o addirittura mettere fuori legge, Uber, l'applicazione per smartphone che offre un servizio di trasporto automobilistico privato, mettendo in contatto diretto passeggeri e autisti, con tariffe spesso concorrenziali rispetto a quelli dei taxi tradizionali.

I migliori video del giorno

 In Francia le proteste a Gennaio di quest'anno, la protesta dei tassisti contro Uber è sfociata in scontri, con venti arrestati.

Uber, in arrivo 3,5 miliardi dall'Arabia Saudita

Proprio in questi giorni, il direttore generale "Fondo Sovrano" dell'Arabia Saudita, ha annunciato che investirà 3,5 miliardi su Uber, entrando a fare parte del Consiglio d'Amministrazione della società di San Francisco. Una bella somma, che sarà certamente impiegata, almeno in parte, per promuovere ed estendere l'utilizzo dell'applicazione.