Sono ancora tanti i dubbi che attanagliano tutti e che allontanano sempre di più chiarezza e verità, riguardo il tentato golpe in turchia, messo in atto per rovesciare il presidente eletto Erdogan. Da allora, in pochi giorni, molte cose cono cambiate nel Paese. E dopo aver avviato le già celebri "purghe", arrestando migliaia di militari, magistrati, docenti universitari e giornalisti accusati di essere pro-golpe, Erdogan non sembra mostrare intenzioni di fermarsi.

Durante l'esclusiva intervista concessa al canale di informazione italiano, Rai News24, il presidente turco celava, e nemmeno così tanto, toni minacciosi nei confronti dell'occidente e degli Stati Europei rimasti già inermi durante lo stravolgimento politico e sociale di un Paese finora considerato occidentalizzato e laico come la Turchia.

Erdogan dopo aver intimato gli Usa di estradare Gulen, considerato principale autore del fallito colpo di Stato, ora non risparmia nemmeno l'Italia; parlando del figlio indagato a Bologna per riciclaggio di denaro. "Che si occupino della mafia, piuttosto che pensare a mio figlio" ha ribadito con tono deciso il presidente della Turchia, aggiungendo che se i magistrati italiani non risolveranno al più presto tale situazione, i rapporti tra le due nazioni potrebbero peggiorare bruscamente.

Non mancano comunque le tensioni anche con l'Unione europea, a proposito della gestione dei migranti. Erdogan minaccia infatti di non rispettare i termini pattuiti con l'Ue se quest'ultima non procederà entro ottobre, alla liberalizzazione dei visti dei turchi che vogliono entrare nei territori dell'Unione.

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Il premier italiano Matteo Renzi, dal canto suo, afferma che i magistrati in merito alla questione del figlio del presidente turco, seguiranno come sempre la carta costituzionale.

Sempre ai microfoni Rai, Erdogan ha poi dichiarato: "L'occidente sta dalla parte della democrazia o dalla parte dei golpisti? Perchè, penso che stia dalla parte dei golpisti, dopo alcune dichiarazioni che ho sentito". La situazione dunque non è chiara e i rapporti della Turchia con l'Ue e gli Usa sono sempre più tesi e velocemente peggiorati.

Ma attualmente, una delle poche cose veramente chiare, è che di democratico nel sistema turco post-golpe non c'è assolutamente niente. E il comportamento da sultano di Erdogan, non fa che avvallare ancora di più una tesi sostenuta da molti. In Turchia il vero "golpe" sta accadendo adesso, e sotto gli occhi sigillati di tutti.